MARUZZELLA (Elena Bonelli)

Fu uno dei primi successi di un grande musicista napoletano, Renato Carosone, che, nell’immediato dopoguerra, alla testa di un piccolo ma agguerrito complessino di bravissimi musicisti, seppe sdrammatizzare i problemi che spesso erano ricordati dalle canzoni del tempo, riportando una certa parte della musica napoletana alla spensieratezza e all’allegria che avevano contraddistinto le sue origini. “Maruzzella” si avvale di un testo scritto da uno splendido e colto poeta napoletano, Enzo Bonagura (autore, fra l’altro, di “Sciummo” e “Scalinatella“).

In questo video (tratto dal film musicale di Gigi Oliviero “Napoli.Nà!“), la vediamo interpretata da Elena Bonelli inseime a uno scatenato balletto, sulla celebre Via Caracciolo di Napoli.


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Il musicista: RENATO CAROSONE
(Napoli, 1920 – 2001)

Pianista egregio, compositore e cantante, è uno dei maggiori personaggi musicali napoletani del dopoguerra. Fu il primo a “modernizzare” le vecchie canzoni napoletane, adattandole a gusti più brillanti ed esotici, sempre venati di motivi gradevoli e ritmi accativanti. Diplomatosi in pianoforte a Napoli a 17 anni, partì con un gruppo orchestrale per l’Africa. Scioltasi per imprevisti la compagnia, restò ad Addis Abeba come pianista, riscuotendo un grande successo ed incamerando nuove sperienze musicali che, al ritorno in Italia, mise a frutto, fondando un celebre complesso, il “Quartetto Carosone”. Il repertorio si allargò fino a raggiungere grandissima fama. Nel pieno del successo, Carosone volle però ritirarsi, per dedicarsi all’editoria per oltre dieci anni. Ma il vecchio amore riprese il sopravvento e, praticamente richiamato dai suoi antichi fans, il maestro tornò sulle scene riprendendo come un tempo una carriera brillantissima.


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Il poeta: ENZO BONAGURA
(S. Giuseppe Vesuviano (1900-1980)

Una dei più apprezzati e originali canzonieri del nostro tempo, autore di continuo successo. Abbandonò gli studi di chimica e farmacia per dedicarsi alla canzone e al teatro. Agli inizi della sua carriera formò e diresse alcun compagnie di riviste. Spesso musicò egli stesso i suoi versi scintillanti per giochi eleganti di rime e scorrevoleza e collaborò con i suoi musicisti, come per Surriento d’ ‘e nnammurate e Palcoscenico. Ha scritto anche poesie, in lingua e in dialetto.

MARUZZELLA
(Crosone-Bonagura, 1954)
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Ohé!
Chi sente?
E chi mo canta appriesso a me?
ohé,
pe’ tramente
s’affaccia ‘a luna pe’ vedé!
Pe’ tutta ‘sta marina
‘a Pròceda a Resína,
se dice: “Guarda llá,
na femmena che fa!”

Maruzzella, Maruzzè’…
t’hê miso dint’a ll’uocchie ‘o mare
e mm’hê miso ‘mpiett’a me
nu dispiacere…
Stu core mme faje sbattere
cchiù forte ‘e ll’onne
quanno ‘o cielo è scuro…
Primma me dice “sí”,
po’, doce doce, mme faje murí…
Maruzzella, Maruzzé’…

Ohé!
Chi mm’ajuta?
Si tu nun viene a mm’ajutá?
Ohé,
mm’è venuta
na voglia ardente ‘e te vasá.
E vieneténne oje bella…
e damme ‘sta vucchella
ca, pe’ mm’avvelená,
‘e zùccaro se fa…

Maruzzella, Maruzzè’…

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