MASSA MARTANA (Umbria)


Circondata dai boschi sempreverdi dei Monti Martani  e da colorati campi, eredi di una secolare tradizione agricola, Massa Martana presenta, nel suo territorio, un’eccezionale ricchezza di testimonianze archeologiche e religiose, le cui origini partono dal periodo repubblicano romano.

Fu proprio la conquista romana e la costruzione, intorno al 220 a.C. della via Flaminia, a promuovere insediamenti e costruzioni che nel tempo avrebbero assunto una grande importanza storica.

L’antichità degli insediamenti umani è dimostrata dai resti della Catacomba Cristiana, l’unica nel suo genere finora scoperta in Umbria. Risalente al III, IV sec. e comprendente oltre 300 sepolture, il luogo dimostra sia la precocità e la notevole diffusione del culto cristiano, sia la certezza di una notevole concentrazione demografica seppur di livello socio-culturale modesto.

Un’altra testimonianza del dominio romano è rappresentata  dall’imponente ponte Fonnaia, una poderosa costruzione a tutto sesto, edificata nel 220 a.C. sempre sulla via Flaminia per scavalcare un piccolo torrente. L’opera, ancora perfettamente conservata, è stata  costruita in grandi blocchi di travertino, su alcuni dei quali si legge ancora la scritta PII, indicante probabilmente istruzioni di posa in opera.

Particolarmente importanti poi i luoghi religiosi del territorio come  l’Abbazia dei Santi Fidenzio e Terenzio, che sembra risalga addirittura al IX sec., quando una comunità di monaci benedettini si insediò nell’attuale monastero, reggendolo fino al 1300 o  la Chiesa di Santa Maria in Pantano,  situata sul percorso dell’antica via Flaminia, e che, risalente probabilmente al VII – VIII secolo, è una delle più antiche e interessanti di tutta l’Umbria. Secondo un’antica leggenda, infatti, essa si ritiene fondata addirittura sui resti di un rudere della Civitas Martana. La facciata caratterizzata da un bellissimo rosone risale al XIV secolo, così come la poderosa torre quadrata che si erge al suo fianco.

L’interno, diviso in tre navate conserva urne cinerarie, iscrizioni e frammenti decorativi di epoca romana. Di particolare bellezza  il  grande capitello corinzio, il cippo dell’altare e un pregevole crocifisso ligneo del 1200, oltre agli affreschi che decorano le pareti.

( Chiudiamo la nostra visita a questo  territorio di straordinaria suggestione  con l’abbazia di  San Faustino, posta su un piccolo rilievo a dominio della vallata. Dove oggi sorge la chiesa, esisteva, già dal I sec. a.C., una villa romana denominata “Villa Marciana”. Fu verso l’anno 1000 che i padri benedettini utilizzarono i blocchi di travertino dei suoi resti per edificare l’attuale abbazia, dedicata a San Faustino, che la tradizione indica come compagno e discepolo di San Felice, vescovo della Civitas Martana.

La facciata, in stile lombardo, è adornata da una bella trifora, mentre il portico,  di epoca moderna, male si raccorda con lo stile della chiesa, a differenza del campanile, che, pur se di recente costruzione, risulta ben armonizzato con l’intero complesso.

L’interno, ampio ed elegante, è a navata unica. Alle spalle dell’altare si possono ancora osservare due antichissimi sarcofagi, uno dei quali si ritiene essere quello del santo a cui la chiesa è dedicata.


 

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