MATTEO DIANA (Immersioni professionali)

Regia: Gigi Oliviero


     

Oggi parliamo di grande subacquea. Lo sport dell’immersione ha raggiunto, da anni, una diffusione immensa, avvicinando milioni di persone ad un mondo affascinante e sempre suggestivo, quello sottomarino. Per conoscerlo meglio abbiamo incontrato un grande amante e conoscitore di questa disciplina, Matteo Diana, un vero professionista dell’immersione, che da decenni è impegnato a diffondere e migliorare le attrezzature tecniche destinate a questo sport. Matteo è nato praticamente con la testa sott’acqua, affascinato sin da bambino da quel mondo lontano e misterioso. Incontrandolo nel suo bel negozio di Roma, abbiamo scoperto una nuova frontiera per quel che riguarda le immersioni, un salto tecnologico che ha proiettato questa disciplina nel futuro, aprendole prospettive inimmaginabili solo pochi anni fa. Oggi si parla di immersioni sportive che si avvicinano ai cento metri, un tempo considerato un abisso da superprofessionisti, con attrezzature che assomigliano più a quelle degli astronauti che a quelle cui eravamo abituati sulle spiagge. Eppure proprio l’eccellente sicurezza che offrono le moderne attrezzature, che rendono accessibile a chiunque un’immersione sportiva, non devono far dimenticare quella prudenza che, in quest’attività, resta un obbligo sovrano. E proprio i racconti di Matteo, che si è immerso, come vedremo, in luoghi apparentemente inaccessibili all’uomo, dovrebbero servire a far amare, ma anche rispettare una disciplina affascinante come non mai.

  

Siamo andati con Matteo a Giannutri, per collaudare una serie di attrezzature estremamente sofisticate su di un relitto a 60 metri, Un’immersione già impegnativa, ma affrontata dal nostro gruppo di subacquei con molta naturalezza. Una naturalezza nata da decenni di esperienza e da avventure molto più rischiose e spettacolari che, come vedremo fra poco, hanno davvero dell’incredibile.

Come tutti i veri professionisti, Matteo parla con serietà, ma con molta semplicità delle sue imprese, che pure, per noi comuni mortali, appaiono davvero irraggiungibili, eppure sono proprio persone come lui che sono riuscite a rendere questo sport un’attività sempre più divertente e sicura e anche se le figure che ci scorrono davanti somigliano più ad astronauti che a semplici subacquei, ogni volta che indosseremo un paio di maschere e delle pinne dovremo sicuramente qualcosa anche a loro.


 

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