MILETO – DYDIMA – PRIENE (Turchia)

Regia: Gigi Oliviero


MILETO
Mileto è un’antica una città costiera della regione anticamente detta Caria, in Asoa Minore, che si distinse nel mondo antico per l’intensa vita intellettuale, economica e politica. La sua fondazione di Mileto oscilla tra il 1077 e il 1044,

La città era situata in posizione strategica sulla costa sud-occidentale dell’Anatolia, su un promontorio non lontano dalla foce del fiume Meandro, al termine di un’importante via carovaniera che collegava la Mesopotamia alle coste del mare Egeo e alle sue isole (tra cui la vicinissima Samo).

ttorno al VII secolo a.C. dodici città della Ionia, tra cui Mileto (la cosiddetta Dodecapoli ionia) si unirono a formare la Lega Ionia, per meglio resistere all’impero persiano. Altre città della Lega erano Chio, Samo, Efeso, Miunte, Priene, ai piedi del monte Micale, Colofone, Clazomene, Focea, Eritre e Magnesia.

Alla fine del VII sec. a.C., durante la guerra con il regno di Lidi, che poneva ostacoli ai commerci via terra, Trasibulo divenne tiranno della città e fu introdotto – una novità per le città greche dell’epoca – l’uso della moneta (di elettro).

Particolarmente interessante è la posizione strategica di Mileto, ai fini commerciali: 1) posizione sul grande fiume Meandro; 2) porto di importazione ed esportazione ideale con l’Ooccidente. Il traffico marittimo, l’alleanza con Atene, la cultura filosofica, la vicinanza con la Lidia, ne fanno, di ragione, la città ideale per la prima coniazione monetaria; non a caso Atene adotta poi la dracma.

Mileto entrò a far parte, come città libera, della provincia romana d’Asia nel 133 a.C., per poi perdere del tutto la libertà nel 78 a.C.. a causa dell’appoggio dato a Mitridate nella guerra che quest’ultimo stava combattendo contro Roma. La città conobbe un ultimo periodo di sviluppo durante l’epoca imperiale.

A partire dal VI sec. ebbe inizio la decadenza, fino al X sec., quando un terremoto distrusse gran parte degli edifici della città.

Nel 300 a.C. Seleuco, (uno dei generali di Alessandro che gli succedettero), riportò al tempio alcuni dei tesori trafugati, tra cui la statua bronzea del dio, mentre i Milesiani diedero inizio ad una grande ristrutturazione con la edificazione di un diptero di Ordine ionico, un pronao di tre file di colonne e numerose altre imponenti innovazioni che lo fecero poi divenire il tempio più grande del mondo greco.


 

DYDIMA
Dydima fu un’antichissima città greca della Ionia, presso l’odierna cittadina turca Dydima. La città si formò direttamente all’esterno del maestoso santuario che ospitava il tempio e l’oracolo di Apollo, il cosiddetto Dydymaion.

L’epoca d’oro Dydima fu, al pari di Delfi, la più rinomata stazione oracolare di tutto l’antico mondo ellenistico, menzionata dai Greci fin dall’epoca degli Inni omerico ad Apollo, come citato da Fontenrose, il quale dimostra che lo “Zeus Didymeus” menzionato da Nicandro è un fantasma che prende il nome da un epiteto meramente geografico: lo Zeus di Dydima.

La città venne distrutta nel 494 a.C. da Dario I  in una incursione persiana, a seguito della quale fu trafugata ad Ecbatana, la statua bronzea di Apollo che, secondo la tradizione, era opera di “Canaco di Sicione”. Nel 334 a.C., con la conquista di Alessandro, venne riparato e riconsacrato il tempio, anche se da questo momento passava alle dipendenze di Mileto.


PRIENE
Priene fu una città greca dell’Asia Minore, situata sul fiume Meandro. Le sue rovine, ben conservate, si trovano attualmente in Turchia. Fu conquistata prima dai LIdie quindi dai Persiani nel 546 a.C.. Essa partecipò alla rivolta delle città ionie. Nel 450 a.C. aderì alla Lega di Delo e rimase sotto l’influenza ateniese fino al IV sec. Nel 334 a.C. Alessandro sostò a Priene, durante l’assedio alla città di Mileto, e fece un’offerta al tempio della dea Atena. Successivamente la città cadde sotto l’influenza dei tolomeidi e quindi della città di Pergamo.

Nel 135 a.C., con l’aiuto dei Romani, la città si liberò dai conflitti in corso. Ma nel 133, alla morte del re di Pergamo Attalo III, Priene venne attaccata come tutte le altre alleate di Roma. La città attraversò un lungo periodo di difficoltà legate alla pirateria e ritrovò la sua tranquillità soltanto nel I sec. a. C., al tempo di Augusto. Privata dell’accesso al mare dopo che le anse del fiume Meandro caddero in secca, la città cominciò a perdere importanza commerciale e si spopolò perdendo molti abitanti.

L’importanza archeologica di Priene è dovuta al fatto che, per sfuggire alle inondazioni del fiume Meandro, fu completamente ricostruita verso la metà del IV sec. a.C., secondo i criteri urbanistici di Ippodamo da Mileto. i suoi resti sono ben conservati e danno una chiara idea della pianificazione di una città ellenistica

La città venne costruita su quattro terrazze tagliate sul fianco del monte Micale, con una pianta composta da isolati rettangolari di dimensioni rigorosamente identiche; anche le vie principali e secondarie rispettavano al centimetro la larghezza fissata per le due categorie. L’agorà era situata al centro della città, più in alto il Tempio di Atena Poliade, celebre nel mondo antico. Altri edifici notevoli erano: il teatro, i ginnasi e l’ecclesasterion, il locale di riunione dell’assemblea cittadina.


Serie: IL PASSATO RACCONTA
​Regia
: Gigi Oliviero

Prodotto da: Pier Danio Forni
Produttore esecutivo: Maurizio Oliviero
Fotografia:
Roberto Mezzabotta – Emilio Navarino
Montaggio: Valter Cappucci
Musiche originali: Gregorio Cosentino
Testi: Fernando Lizzani-Chiara Giancarlini
Consulenza storica: Pier Giorgio Monti
Computer grafica: Massimo My
Voce: Claudio Capone
Voce narrante: Mario Milita
Località: Tunisia
Durata: 30′
Produzione: Chicane Srl


 

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