MODENA: Museo Estense (Emilia)

                


Tutto, a Modena, ricorda la straordinaria cultura della casata d’Este, che rla governò a lungo. Ne è una splendida testimonianza la Galleria Estense, che oggi offre una delle più ricche collezioni pittoriche del nostro paese. Già nella metà del ‘600 i duchi avevano fatto dimenticare l’oltraggio della cacciata papale da Ferrara. La famiglia aveva ripreso in mano l’egemonia della cultura in Italia ed era miracolosamente riuscita a ricreare, più sfarzosa di prima, un’atmosfera che l’abbandono di Ferrara faceva apparire irrimediabilmente persa.


       


Fu con Francesco I, nella metà del ‘600, appunto, che l’arte di Modena esplose letteralmente. Il Duca, infatti, avvalendosi della collaborazione di consiglieri esperti, condusse un’incessante e sistematica ricerca di capolavori sul mercato e nei domini, assicurandosi innumerevoli opere di artisti famosissimi, da Correggio a Carracci, Guercino, Rubens, Veronese, Tiziano, Guido Reni, fino a completare una raccolta che ancor oggi fa della galleria estense uno dei musei più importanti d’Italia.

Accanto alla pinacoteca, un altro museo straordinario, la Biblioteca Estense, racchiude una straordinaria raccolta di libri e miniature antiche, fra cui la Bibbia di Borso d’Esteforse l’esemplare più ricco e importante della storia dell’arte nel campo della grande miniatura.

Si tratta di due volumi, di oltre 1200 pagine, tutte incorniciate in una incalcolabile quantità di motivi decorativi.

Almeno 5000 immagini miniate, dai colori e dai tratti superbi, che richiesero sei anni di lavoro da parte di molti fra i più rinomati artisti dell’epoca, fra i quali Taddeo Crivelli, Franco dei Russi e Giorgio d’Alemagna, tutti protagonisti della scuola ferrarese.

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