NATALE IN CASA CUPIELLO (Primo atto)

Il primo atto della celebre commedia di Eduardo de Filippo “Natale in casa Cupiello.



 

Personaggi e interpreti:

Regia: Gigi Oliviero
Luca Cupiello: ANGELO DI LORENZO
Concetta, sua moglie: MARINA LEONI
Pasqualino, il fratello: MAURO BASTIANINI
Tommasino, il figlio: SIMONE RAPONI
Ninuccia, la figlia: FLAVIA FABENE
Nicolino, marito Ninuccia: FABRIZIO SCIBINETTI
Vittorio, amante Ninuccia: LUCA ALESSANDRI
Raffaele, il portiere: PIERO DELFINO PESCE
Il medico: MARIO CARIMINI
Donna Carmela: PAOLA MAFFEI
Rita Pastorelli: ANGELA NOSCHESE
Luigi, suo marito: UMBERTO PIECHE
Alberto: SIMONE D’AREO
Rosa: ELENA BRIASCO
Armida: CLAUDIA MORALDI

 


L’attrice: MARINA LEONI

Nata e residente a Roma, è laureata in Storia e Filosofia presso l’università La Sapienza di Roma.
Dopo una breve ma intensa stagione lavorativa nel cinema come segretaria di edizione, nell’85 le viene affidato l’incarico di segretaria di produzione nella produzione televisiva “Luma Film” specializzata in documentari turistici e ambientali, molti dei quali vanno in onda sui canali Rai e privati (Sereno Variabile, Alle falde del Kilimangiaro, Geo&Geo, Sky ecc.).
Nel ’98 approda al laboratorio teatrale romano A.R.T.E che frequenta per due anni. Successivamente le è di valida esperienza l’attività svolta nella Compagnia del Poligrafico dello Stato con la quale si esibisce presso il teatro “La Casina”. Nell’anno accademico 1999/2000 ricopre l’incarico di insegnante nel laboratorio teatrale per bambini allestito presso il centro artistico “ARTE DANZA”.

 

Negli anni 2001-2003 ha collaborato in qualità di attrice in varie rappresentazioni teatrali con la compagnia del teatro “LE SALETTE DI BORGO”, e sempre nel 2003 ha partecipato al laboratorio teatrale sovvenzionato dalla XVII Circoscrizione di Roma e condotto dal regista Mario Grossi, docente ordinario di Cinematografia e Teatro presso gli studi di Cinecittà, con cui ha interpretato recentemente brani tratti da opere di Shakespeare e di Molière (Tra gli altri autori interpretati: Goldoni, Cocteau, Campanile, Valentine, J. Osborne, Woody Allen, Eduardo De Filippo).
Nel 2006 ha partecipato alla Rassegna annuale del teatro “Della Cometa”, ottenendo una lusinghiera affermazione nel lavoro di Mel Brooks “Frankenstein Junior”.
Nel 2008, nel quadro della manifestazione culturale estiva, promossa dal XVII Municipio presso i giardini di Castel Sant’Angelo, ha interpretato il personaggio di Clitemnestra nell’Orestiade di Eschilo. Negli ultimi anni collabora, sempre come protagonista, con la compagnia “I Girasoli”, con la quale ha messo inscena importanti lavori come Caviale e Lenticchie, di Scarnicci e Tarabusi e Ditegli sempre di sì, di Eduardo de Filippo. In questa commedia interpreta il ruolo della protagonista Concetta.


  

LA COMMEDIA
La commedia fu portata in scena per la prima volta al Teatro Kursaal di Napoli, il 25 dicembre 1931. Originariamente si trattava di un atto unico (l’attuale secondo), ma in seguito venne portata agli attuali tre atti.
Malgrado le tante risate, certo amare, che sa strappare al pubblico, con scene e frasi divenute oramai mitiche nel teatro italiano (come “Te piace ‘o Presepio?”), l’opera è un grande dramma familiare dove povertà e rassegnazione, gioventù e vecchiaia, amori e tradimenti si intrecciano con naturalezza, in un contesto sociale e storico che rappresenta uno spaccato perfetto della Napoli povera degli anni ’30. Ecco allora la tristezza della madre Concetta, vera guida della casa, che pure vedrà naufragare sgomenta il ricco matrimonio della figlia Ninuccia; l’ingenuità fanciullesca del figlio Tommasino, piccolo lestofante dal cervello di bambino; l’incosciente irruenza della figlia Ninuccia, cui la distruzione della famiglia sembra non importare nulla, almeno fino a quando, anche lei sgomenta, prenderà coscienza di quello che ha provocato.
E poi la ridicola ottusaggine dello zio Pasqualino, in perenne lite col nipote ladruncolo, le cui ossessioni e ripetitività creano una delle più grandi macchiette del teatro napoletano.

E ancora i comprimari: il genero Nicolino, travolto suo malgrado dagli eventi, il gelido amante Luca, incurante anche lui delle tragiche conseguenze del suo impossibile amore per Ninuccia.
E naturalmente, su tutti, lui, Luca Cupiello, un vecchio antico e spento, che le tragedie della vita hanno costretto a fuggire, idealmente, dalla realtà, rifugiandosi in un mondo infantile e sognatore, governato solo dall’ossessione di costruire, a Natale, il più bel presepe del mondo. Un presepe che, ovviamente, rappresenta l’immagi-ne di una vita semplice e felice, dove i problemi si vorrebbero dimenticare, se non cancellare, trasformandosi nel sogno felice di un uomo con cui la vita non è stata certo generosa. Uno spettacolo importante che, nella sua apparente “normalità”, porta lo spettatore a riflettere e i cui contenuti, pur se apparente-mente semplici e spesso sopra le righe, sono in realtà le ossessioni, le paure e i desideri che ognuno di noi nasconde dentro di sé.



PRIMO ATTO
Ore 9 del mattino di un 23 dicembre. Siamo a casa di Luca Cupiello e Concetta, la moglie di Luca è già in piedi a sbrigare le prime faccende domestiche nella casa priva di riscaldamento, svegliando contemporaneamente il marito (celebre la battuta: Lucarie’, Lucarie’, scetate’ songh’ ‘e nnove!). Dopo essersi alzato e lavato con l’acqua gelida di un catino, Luca Cupiello come ogni Natale prepara con cura il presepe; la cosa lascia indifferente la moglie Concetta, presa dai problemi familiari, e il figlio Tommasino, che con dispetto gli ripete che a lui il presepe non piace.
Luca assiste inoltre ai continui litigi tra il fratello Pasqualino e Tommasino, entrambi tendenti al furtarello casalingo.
Ninuccia, l’altra figlia, arriva improvvisa-mente a casa perché ha deciso di lasciare il marito Nicolino per l’amante Vittorio, scrivendogli una lettera d’addio. Di tutto ciò non viene detto nulla a Luca e solo Concetta, disperata, è al corrente del progetto della figlia, e, dopo un momentaneo mancamento, tanto fa che riesce a farsi consegnare la lettera.
La missiva capita nelle mani di Luca che, ignaro di tutto, la consegna proprio al genero, appena arrivato a casa, che viene così a sapere del tradimento della moglie. ​



L’autore: EDUARDO DE FILIPPO
(Napoli, 1900 – 1984)

​Eduardo De Filippo nasce il 24 maggio del 1900, figlio naturale dell’attore Eduardo Scarpetta e di Luisa De Filippo.
Nel 1904 debutta come giapponesino ne “La geisha”, firmata da suo padre.Nel 1909 i tre fratelli De Filippo: Titina, Eduardo e Peppino, si ritrovano insieme sul palcoscenico del Valle di Roma per una recita di “Nu ministro mmiez ‘e guaie” del padre Eduardo Scarpetta.
Nel 1911 va in collegio, ma nel periodo estivo continua a recitare, provando anche nel cinema , ma l’esperienza è durissima e termina presto.
Nel 1912 recita nella rivista “Babilonia” di Rambaldo (Rocco Galdieri), indossando la divisa del “guardio”, mentre Titina fa la figurazione della roulette.
Nel 1913 recita con Enrico Altieri, considerato il maggior attore drammatico e popolare napoletano dopo il successo ottenuto con “Assunta Spina” di Salvatore Di Giacomo.La compagnia dà drammi nella tradizione popolare, opere del Teatro D’Arte e, ogni venerdì, una farsa. Mentre nei drammi a Eduardo vengono affidate piccole parti, nelle farse interpreta ruoli più importanti. Il lavoro è durissimo: si prova alle dieci del mattino, fino alle dodici, poi si mangia e all’una iniziano le recite, tre spettacoli completi al giorno.
Sul palcoscenico dell’Orfeo, Eduardo scopre anche il mondo del teatro di varietà e delle macchiette, e fa amicizia, in un camerino di “quello sporco locale” che a lui “pare bello e sontuoso”, con Totò. Anche in questo periodo Eduardo adolescente apprende l’artigianato della scena: passa dalla compagnia d’arte varia di Peppino Villani nella compagnia Urcioli-De Crescenzo, quindi in quella di Aldo Bruno, e ancora nella Compagnia Italiana di Luigi Cancrini, recitando nei teatri napoletani più popolari: il San Ferdinando e il Trianon oltre all’OrfeoNel 1914, entra in pianta stabile nella compagnia del fratellastro Vincenzo.

Nel 1917 i tre De Filippo si riuniscono per la prima volta nella compagnia per recitare al Mercadante al Trianon e al Fiorentini, la loro convivenza artistica dura pochissimi mesi, in giro per l’Italia centro-meridionale. Nel 1920 viene richiamato alle armi e presta servizio nella caserma del II° Bersaglieri di Roma dove viene subito incaricato di organizzare recite con i soldati (Titina gli dava una mano per i ruoli femminili); e scrive atti unici per i bersaglieri-attori, mentre la sera può lasciare la caserma per recitare al Valle. In questo periodo incomincia ad abbinare al ruolo di attore quello di autore: scrive l’atto unico “Farmacia di turno” che la compagnia di Vincenzo mette in scena nel 1921.
Nel 1922, terminato il servizio militare, riprende a calcare con regolarità i palcoscenici sempre nella compagnia di Scarpetta.  Scrive “Ho fatto il guaio? Riparerò!”, commedia in tre atti che andrà in scena quattro anni dopo al Fiorentini di Napoli con il nuovo titolo “Uomo e galantuomo”.
Nel 1924 si associa alla compagnia di riviste di Peppino Villani. Nel 1926, insieme al fratello Peppino, firma il contratto come attore brillante nella compagnia di Luigi Carini con altri attori di nome come Camillo Pilotto e Arturo Falconi.
Nel 1927 preferisce tornare nella compagnia di Vincenzo che gli mette in scena “Ditegli sempre di si” commedia in due atti. Nello stesso anno, finita la stagione teatrale, l’amicizia con Michele Galdieri si concretizza nello spettacolo dal titolo provocatorio o scaramantico “La rivista… che non piacerà!” in scena il 27 luglio al Fiorentini di Napoli.Nel 1929, al Fiorentini, Eduardo e Peppino hanno successo con lo spettacolo “Prova generale”, tre modi di far ridere (la risata semplice; la risata maliziosa; la risata grottesca).
E’ morto a Roma nel 1984.

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