NINO OLIVIERO. Ringo del Nebraska

RINGO DEL NEBRASKA

Nella fattoria dove convivono in continua tensione Marty Hilmann e la moglie Kay, giunge un giorno il giovane cow-boy Ringo Nebraska che attira gli interessi d’entrambi i coniugi: dell’uomo per la sua abilità nell’uso della pistola e della donna per il suo fascino rude ma avvincente. Marty è da tempo oggetto di persecuzione da parte dell’astuto Carter, suo nemico acerrimo, e si trova nell’impossibilità di indurre lo sceriffo Bert ad intervenire contro Carter per la sua diabolica capacità d’annullare ogni prova dei crimini commessi.

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​Le prime esibizioni di Ringo contro gli uomini di Carter, nel saloon del paese, inducono questi a stringere i tempi. Dopo un attentato nel quale Marty rimane gravemente ferito, Carter uccide lo sceriffo facendo ricadere la colpa su Ringo e penetra nella fattoria del nemico morente per imporre la sua volontà a Kay e per trovare un grosso bottino, causa della lunga lotta. Ringo, scoperta finalmente la verità, riesce ad eliminare il bandito, quindi, sordo ai richiami appassionati di Kay, si allontana deluso da tanta perversità.
​Il regista:  MARIO BAVA
(Sanremo, 1914 – 1980)

E’ stato un autore contrastante del nostro cinema. Molto amato dal pubblico, pochissimo dalla critica di allora. Eppure, oggi il suo cinema (rivalutato) rimane un’esperienza unica e, se si è maldisposti di stomaco, è sempre meglio rinunciare in anticipo a qualsiasi visione di una sua pellicola. Un autore che è considerato “maledetto”, ma solo perché “maledetto” era l’esclamazione di chi, in piena notte, si svegliava in preda agli incubi scatenati dalla proiezione di un suo film.

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