OMAN: Documentario (2a parte)


Regia: Gigi Oliviero – Stefano Carbone


La seconda parte di un grande reportage dedicato all’Oman.

Abbiamo preso un altro aereo per volare al nord, in Musandàm, uno dei luoghi più isolati del paese, ma che presto dovrebbe diventare una suggestiva meta turistica. Si tratta di una penisola rotta da innumerevoli fiordi, che si allunga nello stretto di Ormuz, all’imboccatura cioè del Golfo Persico. Una zona di natura assolutamente intatta, che sta facendo di tutto per farsi conoscere dal mondo. Il paese che ci accoglie è piccolo e semplice, ma, malgrado l’esiguità della popolazione esistono buone attrezzature ricettive, che garantiscono un buon confort al visitatore.

Non manca un’organizzazione turistica che offre uscite in mare e persino un modernissimo centro subacqueo, dotato di ogni attrezzatura che, considerando l’assoluta verginità dei fondali, permette immersioni davvero uniche.


       

Saremo invitati ad una breve crociera su un tradizionale dhow, dove dormiremo sulla tolda, sotto le stelle, faremo dei bagni in un mare incredibile, e riusciremo persino a cucinare gli spaghetti… Si naviga lentamente, ammirando un panorama senza fine, di una bellezza profonda e sconosciuta. Una natura intatta, che lascia senza fiato, apparentemente priva di qualunque elemento umano. Eppure anche qui, rari e improvvisi villaggi appaiono sul fondo di qualche cala. Non esiste alcuna via per raggiungerli da terra, ed è quindi logico che gli abitanti abbiano imparato, sin da piccolissimi, a vivere letteralmente nel mare, fonte di vita e divertimento, soprattutto per i giovanissimi.


       

Torniamo al sud per partecipare all’ultima, emozionante avventura del nostro viaggio. Ci aspetta un forte, uno dei tanti disseminati nel paese e quasi tutti restaurati magnificamente da architetti italiani. I forti, in Oman, sono un percorso di visita che da solo meriterebbe il viaggio, e alcuni di loro rappresentano un incontro straordinario con  la storia e la cultura antica. Sono situati in tutte le zone nevralgiche: all’imboccatura dei golfi, sulle alture all’interno, a baluardo delle città, e sono una visita obbligata per conoscere e capire l’Oman. Alcuni sono solo dei piccoli fortini, simili alle nostre torri di avvistamento.

Altri, vere e proprie fortezze, che manifestano ancora la loro antica potenza. Sono costruzioni severe ed eleganti, che spesso furono residenze sontuose di sovrani e sultani e che ancor oggi sono arredate con suppellettili e arredamenti originali. Mobili, tappeti, cuscini, vasi, brocche sembrano essere ancora pronte all’uso, mentre le pareti intarsiate ci ricordano lo splendore che doveva avvolgere la vita di un tempo e ci permettono un’ulteriore viaggio nella storia di questo bellissimo paese.


 

L’ultimo forte che ci aspetta, però, è del tutto particolare: è quello di Al Falaji, che è stato dichiarato dall’Unesco uno dei luoghi mondiali tutelato come Patrimonio dell’Umanità e, dopo essere stato magicamente restaurato dall’architetto italiano Biancifiori, è stato adibito, con apposite gradinate, ad essere uno splendido teatro naturale all’aperto. Noi siamo stati invitati alla sua inaugurazione e, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, abbiamo assistito ad uno dei più incredibili concerti della nostra vita. E questa volta potremo davvero raccontare di aver vissuto anche noi, per una volta, all’interno di una favola…


    

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