OMAN: i fiordi del Musandam

Regia: Gigi Oliviero – Stefano Carbone


Le stupende coste omanite sono vere oasi naturalistiche, dove la presenza umana non ha ancora compiuto la sua devastante opera di contaminazione. Qui stiamo volando sul Musandam, l’estrema punta nord dell’Oman, un territorio bellissimo e completamente isolato, essendo separato dal resto del paese da un altro stato, gli Emirati Arabi Uniti. Il paesaggio è davvero straordinario. Spettacolari montagne color ocra si precipitano a picco su un mare incontaminato, costruendo decine di profondi fiordi dove l’acqua è sempre calma, limpida e pescosissima.

       

Siamo all’imboccatura del golfo Persico, in quello stretto di Ormuz che per secoli è stato uno dei punti strategici di questa parte del mondo e l’ambiente, assolutamente vergine e incontaminato, ci fa pensare a paesaggi che in occidente si potevano conoscere solo secoli fa. D’altronde la storia di questa terra è antichissima, come testimoniano questi graffiti incisi sulle rocce, che rappresentano semplici scene di caccia e si ritiene risalgano addirittura a epoche preistoriche.


 

Il paese che ci accoglie è piccolo e semplice, ma, malgrado l’esiguità della popolazione, esistono buone attrezzature ricettive, che garantiscono un buon comfort al visitatore. Non manca una perfetta organizzazione che offre uscite in mare e persino un modernissimo centro subacqueo, dotato di ogni attrezzatura, che, considerando l’assoluta verginità dei fondali corallini, permetterà immersioni uniche. Non c’è dubbio che questa zona, in un futuro neanche troppo lontano, potrebbe diventare, per gli appassionati subacquei, una della più importanti mete turistiche del mondo. Non si assiste però mai all’esasperata voglia di richiamare turisti. L’indole di questo popolo è estremamente gentile ed ospitale, come dimostra la solita folla di bambini che ci accoglie festante, anche se il carattere riservato e orgoglioso degli omaniti difficilmente si adatterebbe ad un turismo di massa che inevitabilmente sconvolgerebbe sia l’habitat naturale sia le saldissime tradizioni del paese.


Tradizioni che sono ricordate da un grande castello, che troneggia all’interno della baia, e fa intuire, pure in una zona così desertica e tranquilla, i tanti movimenti, di pace e di guerra, del passato.

Qui l’oceano si restringe, per incunearsi nel golfo Persico, ed offre maree che presentano escursioni incredibili, che cambiano continuamente la fisionomia della costa, lasciando periodicamente in secco barche di qualsiasi stazza. Il piccolo porticciolo è animatissimo e pittoresco e diventa il naturale mercato per scambiarsi merci di ogni tipo, a cominciare, naturalmente, dal pesce, l’alimento sicuramente più diffuso della dieta locale.


 

Una bellissima strada panoramica lungo costa, permette poi visioni sconosciute per chi è abituato al caos dei paesi occidentali. Si percorrono chilometri senza incontrare né una casa né una persona. Solo calette e spiagge bianchissime, lambite da un mare dal colore cobalto.


Poi, all’improvviso, un altro bellissimo castello, che si erge poderoso su una grandissima spiaggia bianca, ci ricorda di nuovo la presenza umana. Lo visitiamo, guidati da un guardiano solerte e felice di poter trasmettere la sua antica cultura.

Ma l’emozione più forte la si proverà navigando nei grandi fiordi sui tipici Dohws locali. Si tratta di barche antichissime, realizzate ancora senza utilizzare alcun chiodo o elemento metallico, che per millenni hanno fatto degli omaniti uno dei più grandi popoli navigatori dell’Asia. Già prima di Marco Polo, infatti, queste barche erano in grado di raggiungere (naturalmente senza alcun strumento di navigazione) le coste cinesi, intrattenendo cospicui traffici commerciali con quei paesi lontanissimi, basati soprattutto sulle spezie e sui profumi, fra cui la mirra (un balsamo estremamente curativo) e l’incenso, di cui l’Oman è tutt’oggi il primo produttore al mondo.


 

Si naviga lentamente, ammirando un panorama senza fine, di una bellezza profonda e sconosciuta. Una natura intatta e splendida, che lascia senza fiato, apparentemente priva di qualsiasi elemento umano. Eppure anche qui, rari e improvvisi, animati villaggi appaiono sul fondo di qualche cala. Non esiste alcuna via per raggiungerli da terra, ed è quindi logico che gli abitanti abbiano fin da piccolissimi imparato a vivere letteralmente nel mare, fonte di vita e divertimento, soprattutto per i giovanissimi.

 


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