ORVIETO

      

 

La sua posizione, le sue straordinarie bellezze artistiche, le sue dimensioni a misura d’uomo fanno di Orvieto la città ideale, una piccola perla che svetta sulla cima di un’immensa rupe tufacea, e fa della città una sorta di isola che emerge dalla grande pianura circostante.

Saliamo verso il centro storico con una moderna e comoda funicolare (parte integrante di un sistema di mobilità alternativa)  che, partendo da ampi parcheggi, scavalca in pochi minuti il dislivello della rupe. La città che ci accoglie è soprattutto quella medievale e rinascimentale, anche se da ogni angolo emergono tracce di cultura più antica.

Una cultura nobile e importante, che si è tramandata nei secoli, fino a fare della Orvieto di oggi una città che, pur orgogliosa delle sue tradizioni, è lanciata a grandi passi verso il futuro, La città, inoltre, è tra le fondatrici (oltre che sede) della “Cittàslow”, il movimento internazionale delle città del buon vivere, che sanno fondere giorno per giorno la propria storia con il proprio futuro, le tecnologie dell’abitare con la socialità, la conservazione dei prodotti tipici e dell’artigianato con l’ospitalità e il rispetto dell’ambiente.

Per abbracciare, con un primo sguardo, tutto l’impianto urbano, saliamo i 42 metri della Torre del Moro, dalla quale l’abitato si mostrerà in tutta la sua particolare bellezza: un’immensa rocca naturale che, con le sue scoscese e impervie pareti, costituì da subito una ‘forma urbis’ perfetta, un centro abitato praticamente inespugnabile, senza la necessità di grandi mura.

Dalle antiche case spuntano i monumenti più eleganti ed antichi, testimoni solenni di una storia antica. Come il Palazzo del Popolo, del 13° sec., destinato dapprima ad essere un importante edificio pubblico.

Dopo secoli di degrado, il palazzo è risorto a nuova vita. Proprio durante la sua ristrutturazione sono venuti alla luce importanti reperti, raccolti in una suggestiva mostra, come i resti di un acquedotto medievale e un’ara etrusca.

Orvieto è un luogo ideale di studio (come dimostra il suo modernissimo Centro Studi Universitari, dove già si possono frequentare facoltà che vanno dall’archeologia alle tecnologie informatiche del futuro), ma è anche l’ideale luogo di piacevoli incontri di lavoro. Come dimostra la splendida sala congressuale ospitata proprio all’interno del Palazzo del Popolo, la cui modernissima tecnologia convive con un ambiente di grande nobiltà e bellezza, arricchito da suggestivi affreschi dei sec. XIV-XVII.

La storia, in questo luogo, sembra non avere mai fine, poiché molti furono i dominatori che vi passarono, attratti dalla sua bellezza e importanza strategica. Per ritrovare le tracce dei più antichi, bisognerà immergersi nel cuore stesso della rupe, in un’altra città, questa volta sotterranea, misteriosa e affascinante.

E’ quello che avevano costruito gli Etruschi quasi 3000 anni fa, realizzando, al di sotto di una loro magnifica città, chiamata Velzna, un dedalo infinito di cavità e cisterne che costituivano un perfetto sistema di approvvigionamento idrico. La visita a queste antiche “grotte”, quindi, rappresenta una passeggiata unica per comprendere meglio l’anima di una città antica e modernissima, nobile e amica.

Risaliamo in superficie e riprendiamo a passeggiare fra le antiche mura della Rocca, innalzata per ordine del cardinale Albornoz nel 1364, e distrutta dagli stessi orvietani nel 1390. Ricostruita nella metà del ‘400, e utilizzata come struttura militare difensiva, oggi ospita un bel giardino pubblico, affacciato su un meraviglioso panorama. Ai suoi piedi si potrà ammirare meglio la particolare collocazione geografica della città, avvinta letteralmente al blocco tufaceo che la ospita, e che ne ha costituito da sempre la sua difesa naturale. Senza, nel contempo, permetterle un’espansione che avrebbe sicuramente degradato la sua perfetta struttura urbana.

Fu proprio la straordinaria sicurezza naturale che ispirava Orvieto a spingere numerosi papi a risiedervi, come sede papale estiva. Come, ad es., Clemente VII, che qui si rifugiò con la sua corte nel 1527, durante il sacco di Roma ad opera dei Lanzichenecchi. Fu in quell’occasione che lo stesso papa ordinò ad Antonio da Sangallo il Giovane un’opera che garantisse abbondante approvvigionamento idrico alla Rocca. Il grande architetto realizzò allora un immenso pozzo che, ancora perfettamente funzionante, rappresenta oggi una delle più celebri attrattive della città. Il pozzo originariamente detto della Rocca ma nei secoli reso famoso con il nome di S. Patrizio, è una vera e propria voragine, profonda 62 metri e ingegnosamente circondata da due camminamenti elicoidali sovrapposti, uno destinato alla discesa e l’altro alla risalita di uomini e animali; illuminato da innumerevoli finestre e realizzato con una perfezione tecnologica che ancor oggi lascia sbalorditi.

Ma immergiamoci ancor più nel cuore storico della città, alla scoperta di nuove emozioni. Di là dalla sua celebre veste di città d’arte, Orvieto rappresenta in maniera mirabile l’immagina di un perfetto centro medievale, articolato con una logica e una grazia che traspaiono da ogni scorcio. In questo contesto si inseriscono perfettamente le innumerevoli botteghe artigiane, quasi sempre vissute da piccoli e grandi artisti che, tramandandosi un’arte antica e suggestiva, si rincorrono praticamente dovunque.

Negozi di ceramiche, intagli di legno, tessuti, oggetti in ferro battuto e oro, merletti di eccezionale fattura e mille altre offerte saranno occasione per acquisti suggestivi ed unici. Così come la gastronomia, che offre una cucina ricca e saporita, per di più arricchita da un’offerta di celebri vini di straordinaria qualità.

La città, infatti, è al centro di un importante itinerario enogastronomico, la Strada dei Vini Etrusco-Romana, che attraversa l’intera provincia di Terni, alla quale si accompagna la recente istituzione del Palazzo del Gusto, che comprende l’Enoteca regionale dell’Umbria, situata nel quartiere medievale, all’interno del convento di San Giovanni. Qui è possibile effettuare degustazioni e partecipare a momenti di conoscenza del vino, dei prodotti tipici e dell’olio orvietano.

E, come tutte le città antiche, anche Orvieto si può raccontare attraverso i suoi riti e le sue ricorrenze, vecchie e nuove. In qualunque periodo  dell’anno, infatti, il visitatore troverà sempre una festa o una manifestazioni che lo aspetta: nelle strade, nelle chiese, nei locali, fra la gente, con mille occasioni di dibattito e di incontro. Dal teatro agli incontri musicali (celebre l’Umbria jazz winter, oggi l’appuntamento italiano  più atteso per gli amanti del jazz), fino alle manifestazioni in costume (come quella del Corpus Domini), dove la città sembra davvero trasferirsi di nuovo nel Medioevo.



Ma riprendiamo la nostra visita, immergendoci nell’ammirazione dei suoi infiniti tesori artistici. Qui siamo a S. Andrea, una delle collegiate più antiche ed interessanti. Sorta fin dal VI secolo su un antico substrato villanoviano ed etrusco, la chiesa presenta una facciata romanica ed è affiancata da una possente torre dodecagonale a bifore. L’interno è a tre navate ad ampie arcate, con una crociera gotica. Particolarmente elegante un’edicola sepolcrale trecentesca, che risale alla scuola di Arnolfo di Cambio e molto belli, infine, gli affreschi del 3-400 sulla parete di sinistra.

La più antica chiesa della città è però San Giovenale, fondata addirittura nel 1004, che presenta una semplice facciata romanica accanto ad una slanciata torre campanaria. L’interno, a tre navate con colonne in tufo, è splendidamente affrescato con immagini per lo più votive, risalenti ai sec. XII-XIV, che ne fanno un suggestivo museo naturale.

Ma altri, grandi musei può vantare la città: quello Archeologico Nazionale, il Museo Claudio Faina, quello civico dell’Opera del Duomo (solo per citare i principali), dove sono ospitate importanti collezioni di varie epoche: corredi funebri, rinvenuti nelle necropoli etrusche del territorio orvietano, vasi affrescati, sarcofagi, statue, dipinti, fino a splendidi oggetti d’oreficeria, che raccontano l’antichissima storia della città, dalla Velzna etrusca alla straordinaria civiltà che ne seguì.

Il cuore della città è Piazza Duomo, uno spazio di straordinaria bellezza, delimitata da una schiera di bassi edifici medievali, ai cui lati si eleva la Torre di Maurizio, così detta per l’automa di bronzo che fu posto alla sua sommità nel 1349, per scandire, con i battiti della campana, i tempi di lavoro e di riposo del cantiere del Duomo. Ed è proprio la visione della facciata del Duomo, simbolo della città, a riempire lo sguardo di ogni visitatore.

Si tratta di una delle più alte espressioni dell’architettura romano-gotica italiana, una facciata abbagliante, realizzata nel corso di diversi secoli dai più grandi artisti del tempo, la cui visione costituisce un’emozione profonda e rappresenta da sola un’immensa lezione di arte e cultura. Lo spettacolo prosegue all’interno, dove la possente architettura, i meravigliosi affreschi, la solennità e la bellezza dell’ambiente lasciano davvero senza fiato. Fino all’esaltante immagine della Cappella del Corporale, dove è conservato il miracolo di Bolsena, in seguito al quale, con la Bolla Transiturus, Papa Urbano IV estese nel 1264 la festa del Corpus Domini a tutto il mondo cattolico.


    


Per concludere con la visione più emozionante, la Cappella di San Brizio, riportata al suo antico splendore da uno straordinario restauro durato oltre 8 anni. Un ciclo di affreschi iniziati dal beato Angelico e completati da Luca Signorelli, sul tema del Finimondo. Un’opera che, per ampiezza, complessità di rimandi culturali, potenza delle immagini figurative, si pone come una delle più alte testimonianze dell’arte di ogni tempo, e che onora l’anima di una città che ha fatto della bellezza e della cultura il suo simbolo più puro.

 

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