PALESTRINA


Patria di un grandissimo musicista, Giovanni Pierluigi, Palestrina è un luogo di grande fascino e fama, dovuto soprattutto ad uno dei più importanti santuari dell’antichità, quello della Fortuna Primigenia.

Ma tutta la cittadina offre infiniti spunti per una visita suggestiva e culturale d’altissimo livello. Già la splendida Piazza Regina Margherita, cuore della città, dà una bell’idea della sua antica e ordinata struttura urbanistica. Domina la piazza l’ampia mole della Cattedrale, che fu innalzata sull’area di un edificio romano in tufo, di cui rimangono resti sul fronte, sul fianco e nella cripta. Al centro della piazza, spicca una statua dedicata al figlio più illustre della città Giovanni Pierluigi, detto appunto da Palestrina, il grande polifonista che nacque in questa casa (conservata come un museo) nel 1525.

Il Tempio della Fortuna risale al II sec. a. C., anche se l’origine del suo culto è molto più antica. In ogni caso si tratta di un’opera d’eccezionale livello tecnico e artistico, la cui struttura può essere considerata uno dei più grandiosi esempi d’architettura ellenistica in Italia. Completamente scavato nella montagna, il Santuario si affaccia su uno bellissimo panorama sulle valli del Sacco e del Tevere. Sulla sommità sorge il severo Palazzo Barberini, edificato nel 1640, al cui interno è allestito lo splendido Museo Nazionale Archeologico di Palestrina. Da poco restaurato, il museo conserva pezzi di eccezionale valore, ricavati dai resti del santuario e da ritrovamenti nel territorio prenestino, nonché opere di varia provenienza, fra cui spicca il grandioso mosaico nilotico, uno splendido quadro visivo risalente all’80 a.C. e rappresentante l’inondazione del Nilo. Si tratta di una perfetta carta geografica dell’Egitto antico, che ci mostra, con un realismo stupefacente, un’enorme quantità di personaggi e animali, raffigurati in innumerevoli attività: una vera e propria fotografia dell’Egitto del passato. Altro pezzo celebre del museo è la Triade Capitolina, una splendida scultura marmorea la cui avventurosa storia stava per concludersi con un trafugamento all’estero e che un provvidenziale recupero da parte delle autorità italiane, ha permesso di riportare nella sua sede più giusta. Nelle altre sale il museo raccoglie una quantità notevolissima d’opere di vario genere: sculture d’età imperiale e reperti epigrafici che ci informano sulle attività economiche, sull’assetto sociale e politico e sulla religiosità dell’antica Prenestae.

In un’altra ala del museo sono raccolti i reperti provenienti dalla necropoli di Prenestae: urne funerarie e sarcofagi… oggetti del VII-VI secolo a.C., fra cui ceramiche, bronzi specchi decorati che dimostrano la prosperità della città in quei tempi… e poi un insieme di cippi a forma di pigna o di busto femminile, esposti in un allestimento che evoca l’aspetto della necropoli.

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