PIENZA (Toscana)


Enea Silvio Piccolomini nacque, nel 1405, a Corsignano, un’antica borgata toscana di origine oscura e dal nome romano, che apparteneva da tempo alla sua ricca famiglia. Nel 1458, quel ragazzo diventerà papa, col nome di Pio II e, come primo desiderio dei suoi nuovi, immensi poteri, decise di trasformare il piccolo e anonimo borgo natale in una città, per di più progettata da un grande architetto, Bernardo Rossellino, col fine di farne la città ideale vagheggiata dall’umanesimo. L’architetto rispose pienamente alle aspettative papali e, in soli tre anni, edificò un borgo magnifico per struttura e armoniosità estetica e abitativa. Quel borgo, da allora, si chiamò Pienza. La trasformazione fu completata dall’obbligo imposto dal papa ai cardinali Borgia, Ammannati e Gonzaga, di costruirvi a loro volta case e palazzi, tutti intonati al nuovo stile del Rossellino. L’opera resterà incompiuta per la morte del papa, avvenuta nel 1464, ma anche così il nuovo borgo si presenta a noi come un esempio mirabile di illuminato umanesimo, un piccolo capolavoro di tecnica e cultura. Ogni angolo racconta una storia. Ecco Palazzo Piccolomini, dalle rigorose forme rinascimentali che lo accostano a Palazzo Rucellai di Firenze… accanto al quale si pone la chiesa di S. Francesco, unico edificio medievale sopravvissuto all’interno delle mura . Ma è Piazza Pio II che ci appare il capolavoro di tutta l’impresa. Situata sulla sommità del colle, ampie demolizioni permisero all’architetto di rimodularne gli spazi in forma trapezoidale, secondo criteri rigorosamente prospettici ispirati ai canoni introdotti dal grande Leon Battista Alberti: razionalità, proporzione, simmetria. Al centro la bella facciata della cattedrale dedicata all’Assunta, disegnata dallo stesso Rossellino secondo i più puri criteri rinascimentali. Ai suoi lati il Palazzo Vescovile e quello Piccolomini, di fronte il Palazzo Pubblico, con una loggia a tre arcate.

L’interno della cattedrale, goticheggiante, è a tre navate con volte a crociera ed è arricchita da numerose opere d’arte, tutte appositamente commissionate da papa Pio II.

Una bellissima passeggiata, dunque, ma anche un prezioso e inconsueto tuffo nell’arte costruttiva ed estetica di uno dei più gloriosi periodi artistici della nostra storia.

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