POMPEI: Casa dei Vettii

Regia: Gigi Oliviero


Una delle più celebri case di Pompei è la Casa dei Vettii, che apparteneva a due ricchissimi commercianti, Aulo Vettio Restituto e Aulo Vettio Conviva, due liberti, cioè schiavi che avevano ottenuto la libertà.

          


 

 All’ingresso colpisce la nota figura di un Priapo, nell’atto di pesare il suo enorme fallo profilattico (cioè contro il malocchio), sul piatto di una bilancia. Sull’altro piatto è posta una borsa di monete, forse per dare un valore alla protezione.


 

 

 

Si passa quindi nell’atrio principale, con al centro l’impluvium. Alle spalle, dopo una piccola cucina, troviamo un cubicolo (cioè una piccola camera da letto), dove appare un’altra statuetta, che esibisce un grosso fallo traforato (che era usato come fontana in giardino), e alcuni piccoli affreschi erotici.


   

Cuore della villa era il peristilio, uno splendido giardino adornato di fiori e statue e arricchito da giochi d’acqua, che arrivava, tramite tubature in piombo, in tutta la casa.


La vera meraviglia di questa dimora sono i suoi affreschi. Li troviamo dappertutto, soprattutto in due piccole sale d’intrattenimento, che permettevano di riposare, godendo della visione del giardino.


Nella prima ci appare Ercole Fanciullo, che uccide i serpenti inviatigli da Giunone, gelosa del fatto che il marito Giove l’avesse concepito con un’altra donna, Alcmena.


   

Sulla parete di fondo troviamo poi il Supplizio di Penteo, re di Tebe, che viene dilaniato dalle Baccanti, essendosi opposto all’introduzione del culto di Dioniso nella propria città.


 

Sulla parete di destra spicca poi il supplizio di Dirce, regina di Tebe, che viene legata a un toro dai gemelli Amfione e Zeto per vendicare la madre che era stata da lei imprigionata.

 


 

Nella seconda stanza ammiriamo invece la Passione di Pasife, dove si vede Dedalo che dona a Pasife (moglie del re di Creta, Minasse) una vacca di legno, per attirare un toro di cui ella si era innamorata, e dalla cui unione nascerà il Minotauro, un mostro dal corpo umano e la testa

                                                                                                             Sull’ultima parete spicca infine la figura di Arianna svegliata da Bacco sull’isola di Nasso, mentre  Teseo l’abbandona, fuggendo via con una nave.


       

      

Su un altro lato del peristilio si apre il grande triclinio, uno dei più raffinati ambienti che l’antichità ci abbia tramandato. Le pareti sono attraversate da fasce nere, su cui  si snoda il celebre fregio degli amorini dediti al lavoro e allo sport: ci sono gli amorini fiorai, quelli profumieri, quelli che corrono su bighe tirate da antilopi. poi gli amorini orefici, i tessitori, e tanti altri, che compongono una scena di incredibile perizia artistica e di straordinario buon gusto.


You might be interested in