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POMPEI: Casa del Menandro

Regia: Gigi Oliviero


 

     


La Casa del Menandro apparteneva a Quinto Poppeo Sabino. Fu costruita intorno alla metà del III sec. a.C. e occupa una superficie di quasi 2000 mq. Il proprietario doveva davvero essere molto ricco, come dimostra un meraviglioso servizio di argenteria (118 pezzi per circa 24 chili!) che fu trovato, insieme a numerose monete preziose, nei sotterranei della casa.


Delizioso è il tempietto dei Lari, le divinità protettrici del focolare, mentre tutte le stanze erano decorate con splendidi affreschi. Questa è la nicchia dove è raffigurato Menandro, il poeta greco della “Commedia Nuova”, vissuto ad Atene alla fine del IV sec. a.C. Un’altra abside ci mostra Atteòne trasformato in cervo e sbranato dai suoi stessi cani per aver spiato Diana nuda al bagno.


  

Qui invece ammiriamo l’immagine del proprietario, mentre, in altre sale, spiccano affreschi del IV stile.


Nella stessa sala sono conservati gli scheletri delle persone che erano tornate in casa per recuperare i loro beni, ma che furono ugualmente uccise dalle esalazioni gassose, mentre, in un altro ambiente, furono ritrovati i corpi dell’amministratore della casa e di una bimba, vicino ad una borsa di monete d’oro.


   

In questa dimora non mancavano le comodità, compreso un complesso termale privato, riccamente decorato. Nell’atrio troviamo una prima vasca, circondata da 8 colonne. Si passa poi in un calidarium, decorato con un bellissimo mosaico sul pavimento (che mostra uno schiavo che porta unguenti al padrone), e una scena marina.


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