POMPEI: Foro Grande

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Regia; Gigi Oliviero


Il Foro Grande di Pompei era il centro della vita politica, amministrativa e religiosa della città, e spesso era utilizzato per spettacoli offerti da privati. 

     

Si trattava di un’immensa piazza su cui si affacciavano gli edifici religiosi e politici della città, oltre alle attività commerciali più importanti.  Abbellita con archi, statue e fontane, la piazza poteva accogliere tutta la popolazione della città, che si presume abbia raggiunto i 20.000 abitanti.


    

Era circondato da un colonnato a due piani, e il suo accesso era vietato ai carri. Si trattava, cioè, di un’isola pedonale.


      


TEMPIO DI GIOVE. Uscendo dal Macellum ci troviamo di fronte il Tempio di Giove, il più importante edificio religioso della città. La costruzione risale al II sec. a.C. ed era dedicato a Giove, il padre di tutti gli dei. Dinanzi al tempio sorgeva un grande altare, mentre ai lati vi erano due archi trionfali. Il tempio era posto su un alto podio, cui si accedeva con una imponente scalinata alla cui sommità erano situate sei colonne corinzie alte ben 12 metri. 

 

All’interno era custodita la statua del dio, della quale resta la testa, databile agli inizi del I sec. a.C. È in questo periodo che l’edificio venne trasformato in Capitòlium e dedicato al culto della ‘Triade Capitolina’: Giove, Giunone e Minerva.

EDIFICI MUNICIPALI. Sul lato opposto al Tempio si trovavano tre edifici pressoché identici, gli Edifici municipali della città dove operavano i duòviri, la maggiore autorità cittadina, gli edìli, che curavano la manutenzione della città, il consiglio dei decurioni, i consiglieri comunali e l’archivio amministrativo. Insomma si trattava di qualcosa di simile ai nostri uffici comunali.

All’epoca non esisteva un vero e proprio sindaco come lo intendiamo noi, ma due supreme autorità (i duòviri, appunto) che restavano in carica 5 anni e permettevano un controllo reciproco sulla buona gestione del potere. Le elezioni si svolgevano a marzo di ogni anno. Le donne, malgrado non avessero diritto al voto, partecipavano attivamente alla campagna elettorale.


MENSA PONDERARIA. Su un lato della piazza era situata poi la Mensa ponderaria, una lastra di calcare contenente 9 cavità, corrispondenti ad altrettante misure di capacità, cui dovevano attenersi tutti i commercianti di Pompei, che effettuavano le misurazioni sotto il controllo dei magistrati cittadini. Erano forate alla base per recuperare i prodotti misurati.


 EDIFICIO DI EUMACHIA. L“Edificio di Eumàchia” apparteneva a una sacerdotessa di Venere, e alla sua ricca famiglia di agricoltori e industriali, che dovevano la loro fortuna al commercio della lana. Era diviso in due piani e, per le sue dimensioni, era uno degli edifici più spettacolari del Foro. In una nicchia è conservata una copia della statua della sacerdotessa, dedicatale dalla corporazione del fullones, cioè i tessitori, tintori e lavandai, che costituivano una delle più importanti industrie pompeiane.


   

TEMPIO DI VESPASIANO. Il tempio del Genio di Augusto era il luogo destinato a celebrare gli imperatori. Sembra logico pensare che, nel tempo, dovesse essere “aggiornato”, dedicandolo a quello in carica. All’epoca dell’eruzione, quindi, il tempio era dedicato a Vespasiano. Davanti si trova ancora un altare di marmo bianco, circondato da un bassorilievo che mostra la scena del sacrificio di un toro.


  

MACELLUM. Il Macellum era l’area destinata al mercato della carne e del pesce, ed era circondata da negozi. Al centro vi era una rotonda di 12 colonne, coperta con una cupola, con al centro una vasca, dove furono ritrovate lische, resti di frutta e cereali. Sulla facciata, infine, si pensa si aprissero le botteghe dei cambiavalute, cioè gli “argentarii”.


ARCO DI TIBERIO. L’arco di Tiberio rappresentava l’ingresso nel cuore della città. Fa parte dei numerosi archi eretti solitamente per glorificare gli imperatori. All’epoca dovevano essere molto spettacolari, ed erano rivestiti di marmi e adornati di statue e decorazioni.


 

 

ARCO DI CALIGOLA. Un altro bell’arco lo troviamo più avanti, all’inizio di Via di Mercurio. E’ quello dedicato all’imperatore Caligola che, all’epoca,   era sormontato da una grande statua equestre.


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