POMPEI: I monumenti

Regia; Gigi Oliviero


Pur non disponendo di alcuna forza motrice, al di fuori della braccia e di quella della natura, il mondo romano aveva organizzato la sua vita in maniera sorprendentemente efficiente, utilizzando tecniche di costruzione che lasciano ancor oggi sbalorditi.


    

Le tecniche di costruzione, poi, erano stupefacenti. Sia i templi che le basiliche, ad esempio, gli edifici cioè destinati alle contrattazioni d’affari e alla giustizia, erano spesso edifici solenni, arricchiti di colonne immense, pavimenti di marmo e decorati con stucchi e statue.


    

Cominciamo dalle STRADE. I Romani le avevano praticamente inventate, riuscendo a collegare, con arterie lunghe migliaia di Km, tutti i più importanti luoghi dell’Impero. Ciò significava grande agilità nelle comunicazioni e negli spostamenti, cosa indispensabile per tenere unito per secoli un impero che comprendeva, all’epoca di Traiano, tutto il mondo conosciuto.


     

Un’altra delle meraviglie tecniche erano poi gli ACQUEDOTTI. Ne esistevano di grandiosi, capaci di rifornire di acqua potabile tutte la città. Pompei era approvvigionata dall’acquedotto costruito da Augusto, un’opera gigantesca, lunga circa 100 km, che partiva dalle sorgenti del Serino, alle falde dell’Appennino, aggirava il Vesuvio a nord e riforniva ben 9 città (Napoli compresa). E in tutto questo percorso, pur scavalcando vallate e perforando montagne, riusciva a mantenere una pendenza ottimale di circa mezzo metro ogni chilometro.


    

L’acqua arrivava in città nel suo punto più alto, dove una vera e propria centrale idrica, il “Castellum aquae”, provvedeva a diramarla (attraverso tubature di piombo) nelle fontane pubbliche, numerose case e le terme.


 

Anche gli IMPIANTI FOGNARI erano all’avanguardia, e ne è un esempio la celebre Cloaca Massima di Roma, ancor oggi, in teoria, perfettamente funzionante. A Pompei, però, (a differenza di Ercolano) non esistevano veri e propri impianti fognari. Lo scarico avveniva nelle strade, che per questo erano chiuse da alti marciapiedi e dotate di passaggi pedonali per attraversarle.


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