POMPEI: Tempio di Iside

Regia: Gigi Oliviero


    


Il mondo romano era aperto e tollerante verso tutte le religioni. Ne è un esempio il Tempio di Iside, che, all’epoca, era  uno dei più frequentati della città.

Era stato addirittura il primo edificio religioso ad essere ricostruito dopo il terremoto del 62, e dimostra ancora una volta il grande influsso che aveva la cultura egiziana nel mondo romano. Come altri monumenti della città, anche questo fu pagato da un privato, in questo caso un liberto (cioè uno schiavo che aveva riacquistato la libertà), il quale, non potendo adire a cariche pubbliche, fece inserire su una lapide, come benefattore, il nome di un suo rampollo di soli sei anni. Il tempio originale risaliva al II sec. a.C. ed era posto su un alto podio, cui si accedeva da una scalinata.

Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli sono conservati innumerevoli reperti e opere artistiche ritrovate nel tempio, come questo quadro che rappresenta il mito di Io (la sacerdotessa di Era Argiva), con il suo arrivo a Canòpo e la liberazione dalla prigionia di Argo.


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