ROVIGO: la Rotonda (Veneto)


L’edificio religioso più importante di Rovigo è la Chiesa della Beata Vergine del Soccorso, più nota come la Rotonda. Si tratta di un’armoniosa costruzione della fine del ‘500, costruita in pochissimi anni in un’inconsueta forma ottagonale. Accanto si erge uno slanciato campanile, sicuramente il più bello di tutto il Polesine, eretto nel 1655 da Baldassare Longhena, che riuscì a dare vivacità a un edificio che pure si presta poco a virtuosismi di fantasia.

La chiesa fu costruita per conservare e onorare un piccolo affresco quattrocentesco, raffigurante la Madonna seduta, sulle cui ginocchia sta il bambino con una rosa in mano. L’immagine, divenuta oggetto di viva devozione popolare con il titolo di Madonna del Soccorso, era originariamente affrescata sul muro di un piccolo oratorio che sorgeva nei pressi.

Quello che rende straordinariamente importante la chiesa è la ricchissima collezione di decorazioni e quadri che arricchiscono ogni angolo dell’interno. Nata senza un preciso piano, l’opera di abbellimento artistico iniziò nel 1625, con la creazione di venti nicchie nelle pareti interne, in cui vennero collocate statue di stucco. Anni dopo furono aggiunte le prime venti tele del padovano Giovanni Battista Pellizzari, illustranti miracoli ottenuti grazie alla Madonna del Soccorso.

Dal 1644 iniziò la parte più impegnativa, quella dedicata alla celebrazione dei podestà veneti. Il primo quadro venne offerto dallo stesso podestà Pietro Morosini in segno di gratitudine alla Vergine.

In seguito l’uso di celebrare i podestà uscenti con un dipinto, rese particolarmente omogenea la visione d’insieme delle opere esposte.

La pittura che appare nel ciclo dei podestà è tipicamente barocca. Tutti i dipinti, quindi, fanno ampio sfoggio di allegorie, di scenografie esaltate, di ampi gesti, di panneggi svolazzanti e abbaglianti raggi di luce violenta. Anche se il valore artistico complessivo resta comunque molto alto.

Più contenuti, naturalmente, i quadri dedicati ai temi più religiosi, anche se sempre coerenti con la cultura del tempo.

Dall’atmosfera comunque piuttosto cupa data dai colori scuri dei quadri, spicca lo splendore luminoso dell’altare, anche grazie alla doratura, che ne fa risaltare l’imponenza plastica e la complessiva ottima qualità artistica dell’insieme.

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