SAN MARINO

 


Si può leggere in un manoscritto del X secolo la storia (o forse la leggenda) che ha portato alla nascita di uno dei più piccoli e suggestivi stati del mondo: San Marino. Vi si racconta che l’imperatore Diocleziano in persona chiamasse due scalpellini dell’isola di Arbe, in Dalmazia, a lavorare al restauro delle mura di Rimini. I due passarono l’Adriatico ma non riuscirono a nascondere a lungo la loro fede cristiana.

Travolti dalle persecuzioni trovarono scampo, l’uno (Leo), sul monte Feretrio, l’altro (Marino), sul monte Titano. Entrambi divennero santi, trasferendo il loro nome ai rispettivi luoghi: San Leo e, appunto, San Marino.

La piccola comunità iniziò a reggersi con proprie leggi, poi con altre longobarde, finché, nel XV secolo, si proclamò repubblica indipendente. Un’indipendenza confermata addirittura da Napoleone e sancita definitivamente dal Congresso di Vienna del 1815.

Oggi lo staterello conta poco più di 22.000, felici abitanti e rappresenta un motivo di visita obbligata per chi si rechi sulla costiera adriatica. Certo il turismo di massa ha reso l’antica rocca, costruita in cima al monte, una specie di paese dei balocchi. La piazza medievale dominata dal Palazzo del Governo, i soldati in costume sgargiante che fanno una guardia destinata soprattutto ai turisti, le audaci torri erette sulle guglie del monte a strapiombo su un panorama spettacolare.

Un piccolo museo all’aperto, la cui millenaria esistenza, a dispetto delle catastrofi della storia, dimostra comunque una forza e un carattere degli abitanti che non può non far riflettere anche i più critici. Un luogo, insomma che, se potesse essere preso a modello politico, potrebbe insegnare molto a tante grandi e potenti nazioni del nostro mondo…

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