SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE


La celeberrima commedia di Luigi Pirandello.


Compagnia Teatro “Dietro le quinte”
Regia: Raimondo Morelli
Anno di produzione: 2003
Durata:  1h 15′


Personaggi e interpreti

Il padre: STEFANO DIONISI
La madre: ROSARIA GIORDANO
La figliastra: CECILIA DI GIULI
Il figlio: GABRIELE GUARINO
Il giovinetto: PIERFRANCESCO MURA
La bambina: VERONICA PROVETTA
Madama Pace: MARINA LEONI
Il capocomico: RAIMONDO MORELLI
La prima attrice: CRISTINA MAZZEO
Il primo attore: BRUNO ANNECCHINI
L’attrice giovane: BARBARA CIACCI
L’attore giovane: MANUEL MARABITTI
La direttrice di scena: MARINA LEONI

Musiche tratte da Beethoven
Costumi: “Dietro le quinte”
Luci e fonica: Marco Dionisi
Pubbliche relazioni: Sara mPetruzzi
​Foto di scena: Riccardo Dell’Era



​LA COMMEDIA
Su un palcoscenico una compagnia di attori prova la commedia ‘Il gioco delle parti’.
Irrompono sei individui, un Padre, una Madre, il Figlio, la Figliastra, il Giovinetto e la Bambina, personaggi rifiutati dallo scrittore che li ha concepiti. Essi chiedono al Capocomico di dare loro vita artistica e di mettere in scena il loro dramma.
Dopo molte resistenze la compagnia acconsente alla richiesta e i personaggi raccontano agli attori la loro storia perché possano rappresentarla.
Il Padre si è separato dalla Madre, dopo aver avuto da lei un Figlio. La Madre, sollecitata dal Padre, si ricostruisce una famiglia con il segretario che lavorava in casa loro e ha da lui tre figli: la Figliastra, la Bambina e il Giovinetto.
Morto il segretario la famiglia cade in miseria, tanto che la Figliastra è costretta a prostituirsi nell’atelier di Madama Pace, dove la Madre lavora come sarta. Qui si reca abitualmente il Padre. Padre e Figliastra non si riconoscono e l’incontro viene evitato appena in tempo dall’intervento della Madre. Tormentato dalla vergogna e dai rimorsi, il Padre accoglie in casa la Madre e i tre figli. Ciò provoca il risentimento del Figlio e la convivenza diventa insostenibile.
Tra gli attori e i Personaggi si apre ben presto un contrasto insanabile.
Gli attori, nonostante gli sforzi, non riescono a rappresentare il dramma reale dei Personaggi, i loro sentimenti fondamentali, il vero essere di ciascuno: il dolore della Madre, il rimorso del Padre, la vendetta della Figliastra, lo sdegno del Figlio. Sulla scena tutto appare falso.
Questa incomunicabilità, che rende la vita autentica irrappresentabile, culmina nella scena finale in cui la storia finisce in tragedia, senza avere la possibilità di comprendere se essa sia reale o no: la Bambina annega nella vasca del giardino e il Giovinetto si spara.


NOTE CRITICHE
Il dramma teatrale è del 1921. È l’opera che rese celebre quasi all’improvviso Luigi Pirandello, trascinandolo anche in una iniziale polemica critica.
Fu rappresentata per la prima volta il 9 maggio 1921 al Teatro Valle di Roma, ad opera della Compagnia di Dario Niccodemi, con Luigi Almirante nel ruolo del Padre e Vera Vergani in quello della Figliastra.
È considerata la prima opera della trilogia del teatro nel teatro, comprendente ‘Questa sera si recita a soggetto’ e ‘Ciascuno a suo modo’.
Accentrata sul problema dell’autonomia del personaggio (problema che fu considerato letterario e inconsistente da alcuni critici tra i quali Croce), quest’opera presenta sei personaggi appena abbozzati che pretendono dal loro autore una vita vera, una vita in svolgimento al di fuori della fissità raggelata e falsa dell’arte.
La tragedia dei Sei personaggi è la tragedia dell’incomprensione e dell’orrore. Di quella impossibilità di esprimersi, di comunicare e di toccare un fondo concreto e vivo delle cose del mondo, che resterà anche nei drammi seguenti una delle caratteristiche dell’arte di Pirandello.


​L’Autore: LUIGI PIRANDELLO
Agrigento, 1867 – Roma, 1936

Nacque nel podere di campagna detto il Caos, da una famiglia della borghesia commerciale di tradizione risorgimentale e garibaldina, sia da parte del padre Stefano che della madre, Caterina Ricci-Gramitto.
Preso soprattutto da interessi filologici e letterari, frequentò le università di Palermo, Roma e Bonn, dove si laureò nel 1891 con una tesi in tedesco di fonetica e morfologia (in traduzione italiana: ‘La parlata di Girgenti’).
Tornato in Italia nel 1892 e stabilitosi a Roma, grazie a Luigi Capuana strinse contatti con la cultura militante, collaborando con scritti critici e poesie alla «Nuova Antologia», conducendo sul «Marzocco» un’accesa polemica antidannunziana e insistendo in molti interventi su vari periodici sul tema della crisi dei valori di fine secolo.
Dopo il matrimonio con Antonietta Portulano, e i tre figli (Lietta, Stefano e Fausto: divenuti poi un famoso pittore quest’ultimo e scrittore l’altro, più noto con lo pseudonimo S. Landi), una crisi delle aziende familiari di zolfo rovina il patrimonio familiare.
Per questo Pirandello si dedicò all’insegnamento e, dal 1897 al 1922, fu professore di stilistica prima, e di letteratura italiana poi, nell’Istituto superiore di magistero della capitale.
Intanto pubblicava poesie, saggi, romanzi e novelle (che a partire dal 1909 apparivano sul «Corriere della sera»), ma si affermò come autore drammatico nel decennio successivo alla prima guerra mondiale.
Già era stato molto ricco il decennio 1910-20, dopo l’esordio con gli atti unici ‘La morsa’ (prima intitolato ‘L’epilogo’) e ‘Lumìe di Sicilia’; particolarmente fitto di capolavori il biennio 1916-17, quando apparvero opere sia in lingua sia in dialetto (queste portate al successo da Angelo Musco), da ‘Liolà’ a ‘Pensaci, Giacomino’, alla ‘Giara’, a ‘Il berretto a sonagli’, ‘Il giuoco delle parti’, ‘Così è (se vi pare)’, ‘Il piacere dell’onestà’.
Ma inizia col 1921 (l’anno delle clamorose rappresentazioni di ‘Sei personaggi in cerca d’autore’) il progressivo consenso del pubblico mondiale, e di gran parte della critica ufficiale, al suo teatro.
Nel 1925 inaugurò con uno spettacolo di massa, ‘La sagra del Signore della nave’, il Teatro d’arte di Roma, di cui fu direttore e regista, ed ebbe fino al 1934 una sua compagnia nella quale spiccò l’attrice Marta Abba; a lei dedicò fra l’altro i drammi ‘Vestire gli ignudi’ (1923) e ‘L’amica delle mogli’ (1927).
Accademico d’Italia dal 1929, gli fu conferito il premio Nobel nel 1934 per la letteratura.
La sua biografia registra infine una pubblica adesione al fascismo, che tuttavia non condizionò mai la sua opera di scrittore, inconciliabile con la letteratura celebrativa del regime, anzi perfino corrosiva della sua ideologia e del suo costume. Morì a Roma, mentre stava lavorando al dramma ‘I giganti della montagna’.
Tra i temi più trattati: la solitudine dell’uomo, l’incoerenza e instabilità dei rapporti sociali e, di contro, gli inganni della coscienza e la necessità di una maschera, la disgregazione del mondo oggettivo, l’ironia lucidissima ma spesso alternata a pietà.
Tappe fondamentali del processo di interiorizzazione e penetrazione critica che caratterizza l’intera opera di P. sono il romanzo ‘Il fu Mattia Pascal’ (1904), ‘I vecchi e i giovani’ (1913), e il saggio ‘L’umorismo’ (1908), enunciazione articolata, storicamente e teoricamente, dell’avvento di un’arte umoristica.
Con la sua vasta opera narrativa, saggistica e teatrale, Pirandello si impone come uno degli autori più importanti del Novecento, non soltanto italiano, segnando uno dei momenti più alti del decadentismo a livello italiano ed europeo.


 


L’attrice: MARINA LEONI

Nata e residente a Roma, è laureata in Storia e Filosofia presso l’università La Sapienza di Roma.
Dopo una breve ma intensa stagione lavorativa nel cinema come segretaria di edizione, nell’85 le viene affidato l’incarico di segretaria di produzione nella produzione televisiva “Luma Film” specializzata in documentari turistici e ambientali, molti dei quali vanno in onda sui canali Rai e privati (Sereno Variabile, Alle falde del Kilimangiaro, Geo&Geo, Sky ecc.).

Nel ’98 approda al laboratorio teatrale romano A.R.T.E che frequenta per due anni. Successivamente le è di valida esperienza l’attività svolta nella Compagnia del Poligrafico dello Stato con la quale si esibisce presso il teatro “La Casina”. Nell’anno accademico 1999/2000 ricopre l’incarico di insegnante nel laboratorio teatrale per bambini allestito presso il centro artistico “ARTE DANZA”.
Negli anni 2001-2003 ha collaborato in qualità di attrice in varie rappresentazioni teatrali con la compagnia del teatro “LE SALETTE DI BORGO”, e sempre nel 2003 ha partecipato al laboratorio teatrale sovvenzionato dalla XVII Circoscrizione di Roma e condotto dal regista Mario Grossi, docente ordinario di Cinematografia e Teatro presso gli studi di Cinecittà, con cui ha interpretato recentemente brani tratti da opere di Shakespeare e di Molière (Tra gli altri autori interpretati: Goldoni, Cocteau, Campanile, Valentine, J. Osbome, Woody Allen, Eduardo De Filippo).

Nel 2006 ha partecipato alla Rassegna annuale del teatro “La Cometa”, ottenendo una lusinghiera affermazione nel lavoro di Mel Brooks “Frankenstein Junior”.
Nel 2008, nel quadro della manifestazione culturale estiva, promossa dal XVII Municipio presso i giardini di Castel Sant’Angelo, ha interpretato il personaggio di Clitemnestra nell’Orestiade di Eschilo.
L’ultimo suo lavoro è un’altra, celebre commedia di Eduardo, Natale in casa Cupiello, diretta da Gigi Oliviero, in cui interpreta il ruolo della protagonista Concetta.


 

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