SICILIA: ISOLE EOLIE

Un grappolo di isole emerse dal Tirreno milioni di anni fa, che sono oggi lembi di terra siciliana di un fascino senza pari, immersi in uno dei mari più profondi e spettacolari del Mediterraneo. Stiamo parlando delle isole Eolie, sette coni vulcanici che emergono da un abisso blu, che nasconde una delle attività vulcaniche più possenti del pianeta.

Apparentemente selvagge e ostili, le isole sono di una bellezza naturale abbagliante e vantano insediamenti addirittura preistorici, molti reperti dei quali sono conservati in un importantissimo museo a Lipari, l’isola principale.


 


Iniziamo il nostro viaggio a Vulcano, l’isola divenuta, anche come nome, il simbolo stesso delle montagne che eruttano fuoco.

Quella che domina l’isola oggi è più tranquilla del passato, ma l’energia che ancora cova al suo interno è tutt’altro che spenta, come dimostra già il giro dell’isola da mare. Dovunque, incombe la possente immagine del vulcano avvolto da continui vapori, le cui pendici precipitano in mare, rendendo la costa una lunga collana di scogli neri affacciati su un blu intensissimo.

Una visita suggestiva sarà quella all’interno dell’isola, dove si vivranno mozzafiato, che ricordano, senza certo sfigurare, quelli delle più celebri isole tropicali.

Sarà anche difficile sfuggire alla tentazione si scalare il maestoso cratere. Nei mesi estivi sarà opportuno scegliere, come orari per la passeggiata la mattina presto o il tardo pomeriggio, quando il fresco aiuterà nella piccola fatica.

Così come sarà opportuno farsi accompagnare da guide professioniste, che, oltre ad aiutarci ad evitare spiacevoli incidenti, sapranno bene spiegarci la nascita e la vita della montagna, permettendoci (anche con l’ausilio di comode maschere), di attraversare senza pericoli zone affascinanti, ma pericolose per i pesanti vapori di zolfo.

Ma non sempre il materiale che emerge dal cratere è sinonimo di morte. Anzi, si deve proprio alle proprietà curative dei vapori sulfurei, uniti a quelli dei fanghi naturali che si deve buona parte della fortuna dell’isola.

Ed è proprio l’inquietante presenza dell’attività vulcanica che permette di godere di una delle attrazioni celebre dell’isola, i fanghi.

E’ nei pressi del porto, infatti che, accanto a spiagge di sabbia nerissima, ogni turista può godere di terme assolutamente naturali, immergendosi in una vasca formata dal mare e arricchita da fumarole e fanghi sulfurei di grande valore terapeutico ed… estetico. La paura della natura che si trasforma in benessere e piacere fisico.

Da pochissimo, inoltre, per chi desideri trattamenti meno… primitivi, è sorto uno splendido centro termale, ricco di piscine, cascate, idromassaggi, dove si potranno curare infinite affezioni o semplicemente godere del benessere di acque davvero magiche.



Una delle caratteristiche delle Eolie è quella di permettere vacanze davvero personalizzate. Ognuna delle sette isole, infatti, offre caratteristiche proprie, che attirano, con motivazioni diverse, i turisti più disparati. Chi cerchi allora la pace assoluta e voglia provare l’emozione di immergersi nella natura più pura, potrà sostare ad Alicudi, un luogo dove la civiltà sembra non voler arrivare mai, ma dove il desiderio di pace e solitudine può raggiungere vette inimmaginabili. Un luogo dove non esistono strade e automobili, dove la luce elettrica è arrivata da pochi anni, e dove, prima dell’avvento dei cellulari, si era davvero isolati dal mondo, anche se i moderni collegamenti permettono di raggiungerla in poche ore anche da Napoli.

Oppure Filicudi, un’isola bellissima, dove si potranno visitare i primi resti di antichi insediamenti preistorici, o effettuare immersioni mozzafiato all’ombra del suo scoglio più famoso, la Canna.


 


Chi viceversa non può fare a meno della mondana civiltà dovrà far base a Lipari, la capitale dell’arcipelago. Ampia e solare, l’isola ha coste alte e ricche di insenature, ma anche spiagge lunghe e tranquille, un centro storico frenetico e mondano e offre passeggiate salutari che si aprono su alcuni dei paesaggi più spettacolari dell’arcipelago.

I primi uomini, qui arrivarono oltre 6000 anni fa, attratti soprattutto dall’ossidiana, una pietra dura lavica ricercatissima come materia prima per armi e utensili.

Lipari centro si articola su due porti, arricchiti da infiniti localini che, soprattutto la sera, diventano ritrovo di giovani e meno giovani.

Fra di loro si innalza un piccolo promontorio, sormontato da un’antica acropoli, che conserva ancora, stratificate, testimonianze delle diverse culture che si sono succedute nel corso dei millenni. Oggi l’antico castello è divenuta un’importante area di scavo, permette di ammirare diversi strati di costruzioni risalenti al 1500 a.C., un anfiteatro,  numerose tombe di ogni epoca, e soprattutto le sale dell’importantissimo museo archeologico allestito nei suoi interni, che conservano reperti di ogni epoca: dalla tombe e gli oggetti della protostoria, fino alla sezione archeologica marina, il padiglione dell’antichità classica e l’interessante sezione vulcanologia, che illustra la formazione e la storia geologica dell’arcipelago.

Sulla cima, infine spicca la cattedrale, dedicata a San Bartolomeo, di origini normanne e più volte ricostruita fino alle attuali forme barocche. L’ampio interno conserva affreschi e statue di varie epoche.

Un angolo dell’isola celebre per i suoi spettacolari colori è quello delle antiche cave di pomice, per anni una delle risorse economiche dell’arcipelago, che, con il disperdesi in mare della bianca sostanza, hanno reso le acque circostanti colorate e luminose come una baia tropicale.

Per chi infine desideri vacanze più tradizionali, l’isola offre attrezzate e ampie spiagge, come questa di Canneto, dove si potranno godere sole e tranquillità in un bellissimo scenario di mare.

Scenari che saranno moltiplicati dal giro dell’isola in barca, che permetterà di raggiungere calette isolate e tranquille.


      


Partiamo ora per Salina, così chiamata proprio per antiche saline oggi abbandonate. L’antico nome dell’isola fu però Dìdyme, cioè “doppia”, “gemella”, in riferimento dai due grandi coni vulcanici che sembrano dividerla in due parti.

E’ un’isola ampia e solare, prediletta da chi desideri pace e tanto verde. L’interno infatti, anche grazie all’abbondanza di acqua, è rigoglioso, e ricchissimo di innumerevoli specie vegetali: querce, pini, castagni, oltre a ricche coltivazioni di ulivo, capperi e un’uva straordinaria da cui si ricava un liquore raro e dall’aroma preziosissimo, la malvasia.

Uno degli angoli più spettacolari è Pollara, un immenso cratere (si dice il secondo al mondo per estensione), metà del quale è franato da millenni nel mare. La parte di oggi offre lo spettacolo di un anfiteatro naturale emozionante e selvaggio, che non a caso è stato scelto come set del celebre film di Massimo Troisi “Il postino”.

Fra i vari comuni dell’isola, uno dei più frequentati è Santa Marina, dotata di un bel porticciolo turistico e di una laguna salmastra nella vicina contrada di Lingua, anch’essa circondata da ricchi vigneti.



Partiamo ora alla scoperta delle ultime due isole di questo magico arcipelago. Panarea è l’isola più piccola dell’arcipelago, e anche quella di più antica formazione geologica. Bellissima, l’isola è divenuta da anni il centro più mondano delle Eolie, pur mantenendo il suo aspetto semplice e accogliente. Una bella passeggiata ci farà scoprire angoli di bellezza profonda, dove la ripida costa si apre in insenature e spiaggette scolpite dalla lava. La passeggiata termina a Cala Junco, uno degli angoli più famosi dell’arcipelago, dove lo sguardo spazia lontano sulle altre isole. Un luogo che dové attirare più di una generazione di antichi abitanti, che proprio in cima al promontorio costruirono un villaggio preistorico, i cui resti si possono ammirare ancor oggi.

L’isola è circondata da una serie di grandi scogli, che ne fanno un piccolo arcipelago a sé, e costituiscono un’ulteriore, suggestiva offerta di passeggiate a mare.


 


Chiudiamo la nostra visita in questo meraviglioso luogo nell’isola forse più spettacolare e inquietante, Stromboli. L’isola è il cono di uno dei pochi vulcani perennemente attivi della Terra, e permette di assistere a fenomeni naturali di una potenza e spettacolarità senza pari.

Seguiamo la sua costa, avvicinandoci a Ginostra, un microscopico paesino affacciato sul mare la cui popolazione non supera le quaranta unità e il cui porticciolo, chiamato proprio “Pertugio”, è, con la sua capienza di una sola barca, giustamente considerato il più piccolo del mondo. La conformazione dell’isola, completamente dominata dalla mole del vulcano, fa sì che Ginostra sia completamente isolata dal resto dell’isola, e, durante le mareggiate invernali, anche dalla terraferma, creando, naturalmente, non pochi problemi agli abitanti. Inoltre, sia pur raramente, lo stesso vulcano sembra voler uscire dalla sua quieta attività per mostrare tutta la sua potenza, mettendo a rischio tutti gli angoli abitati dell’isola. Normalmente però, la forza della natura si manifesta solo attraverso piccole eruzioni, che fanno continuamente rotolare in mare, lungo un immenso declivio (chiamato la “Sciara di fuoco”), pietre e lapilli incandescenti.

Malgrado però la reale pericolosità del vulcano (che, come ricordavamo, talvolta costringe residenti e turisti a precipitose fughe), l’isola è ricercatissima da vacanzieri desiderosi di alternative emozionanti alla normale routine. E così il paesino di Stromboli vive anch’esso, durante i mesi estivi, di un’allegra mondanità, accentuata dal ricordo di un famoso film di Roberto Rossellini, che proprio in una delle sue case vide iniziare la sua celebre love story con Ingrid Bergman.

E la notte si ripete la processione marina verso la Sciara di Fuoco dove, col favore dell’oscurità, il vulcano prosegue instancabile la sua perenne opera naturale, illuminando la notte con bagliori di fuoco che lasciano senza fiato, in uno spettacolo davvero indimenticabile.

 

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