SICILIA

Pochi luoghi al mondo, in uno spazio così limitato, offrono tanta bellezze, arte e storia come la Sicilia. Solo 3 Km di mare separano l’isola dalla Calabria, eppure questo è bastato a renderla un mondo a sé, per storia, cultura, tradizioni. La porta dell’isola è Messina, una città rinata dopo il devastante terremoto del 1908 che la rase completamente al suolo.

Cuore della città è l’elegante piazza del Duomo, una bellissima chiesa edificata nel XII sec. dal re normanno Ruggero II, il cui campanile scandisce il tempo con un orologio davvero unico, costruito a Strasburgo intorno negli anni ’30 e contenente uno stupefacente congegno animato.

ISOLA BELLA

Partendo da Messina si potrà visitare la splendida costa est della Sicilia. Qui siamo a Isola Bella, un incantato posto di mare da cui si sale su uno dei luoghi più celebri: Taormina.

TAORMINA

Il luogo è celebre fin dal ‘700 per la sua posizione meravigliosa, il clima temperato e salubre, un ambiente architettonico variegato e medievale. come Palazzo Corvaja, sede, nel 1911, del primo parlamento siciliano. E ancora antiche chiese, come S. Caterina… l’ex chiesetta gotica di S. Agostino… e la piccola Cattedrale, dedicata a S. Nicolò, risalente al 1200.

Fino al gioiello più prezioso, il meraviglioso Teatro Greco, risalente al III sec. a.C. il cui fondale naturale continua a sbalordire anche il visitatore più distratto.

TINDARI

Ripartiamo con altre passeggiate, questa volta sulla costa nord dell’isola. Qui siamo a Tindari, una delle tante colonie greche, fondata nel 396 a.C. e oggi dominata dal grande Santuario Mariano che conserva la venerata statua della “Madonna Nera”, secondo la tradizione giunta miracolosamente dall’Oriente.

ISOLE EOLIE

Da qui lo sguardo spazio lontano, fin sulle Isole Eolie, 7 meravigliose sorelle che emergono, con i loro coni vulcanici, da un mare azzurro e profondissimo: dalla selvaggia e inquietante Vulcano, con il suo ampio cono vulcanico apparentemente spento… all’ampia e solare Lipari… a Salina, la prediletta dagli amanti della pace e tranquillità… la mondana Panarea… le solitarie e affascinanti Alicudi e Filicudi… fino allo spettacolo unico di Stromboli, un abbagliante cono vulcanico perennemente attivo che ammalia e incute timore allo stesso tempo.

ETNA

Ma una montagna ben più grande domina l’isola. L’Etna, il più alto vulcano attivo d’Europa e oggi rinomato Parco Nazionale.

Un tempo fu il faro naturale per i tanti colonizzatori che cercavano in questa terra riparo alle loro sventure e ancor oggi è meta di escursioni uniche, agevolate da una comoda cabinovia, attrezzati pulmini e l’assistenza di preparatissime guide, che potranno accompagnarci fin sulla vetta, a oltre 3300 metri di quota.

CATANIA

Dall’Etna è naturale la discesa verso Catania, dove proprio una scultura di un elefantino di epoca romana, realizzata con la pietra lavica del vulcano, è il simbolo della città.

Siamo in piazza Duomo, dominata dall’antichissima chiesa risalente all’anno 1000 e ricostruita dopo il devastante terremoto del 1693.

Di fronte al Duomo la celebre fontana dell’Amenano, che utilizza le acque di un fiume sotterraneo.

Da qui ci si immerge nella vivace e colorata vita cittadina, in particolare nella Pescheria, un suggestivo e rumoroso mercato, dove esplode tutta la vita e il folclore dell’isola.

Innumerevoli gli angoli da non perdere in città, come la Collegiata, splendido esempio di tardo barocco… o la solenne struttura di Castello Ursino, fatto erigere da Federico II nella metà del 1200… fino alle importanti testimonianze romane, come l’Anfiteatro, realizzato con lo scheletro in lava e il rivestimento in marmo… e lo splendido Teatro Romano, ormai inglobato ad edifici moderni, ma ancora perfettamente conservato.

SIRACUSA

Ma un teatro ancora più grande e prestigioso ci attende, quello greco di Siracusa. Un teatro nato fin dal sec. V a.C. e divenuto leggendario con le rappresentazioni di Eschilo ed Epicarmo, cui si deve addirittura la nascita della commedia. Un monumento ancor oggi utilizzato per splendide rappresentazioni classiche e che, con la sua capienza di oltre 15.000 spettatori, fa capire l’importanza che raggiunse in passato la città.

Il primo insediamento di coloni corinzi sbarcò, nella metà dell’VIII sec. a.C. sull’soletta di Ortigia, di cui stiamo ammirando la bella piazza dedicata al cittadino più celebre della città, Archimede. La leggenda vuole che a indirizzarli lì fosse stato lo stesso oracolo di Delfi, e proprio ad Apollo i coloni dedicarono uno dei primi templi. In effetti il luogo era quanto mai gradevole per clima e fertilità, ben difendibile e arricchito da una ricca sorgente, l’attuale Fonte Aretusa dove da sempre (caso molto raro al di fuori dell’Egitto) fiorisce spontaneo il papiro.

Papiro che si può anche ammirare percorrendo in barca le sponde del piccolo fiume Ciane, alle soglie della città, o in un piccolo delizioso museo cittadino

In questa ricostruzione ammiriamo il luogo sacro più importante dell’isola, il Tempio di Atena, fatto edificare da Gerone intorno al V sec. e trasformato, in seguito, in chiesa cristiana, tanto che oggi i suoi resti sono ancora visibili, letteralmente inglobati nella struttura del Duomo.

Ma altri monumenti ci parlano dell’antica vita cittadina, come l’Ara di Ierone, luogo dedicato ai sacrifici religiosi… la grotta dei Cordari… e le Latomie, grandi cave a cielo aperto, una delle quali, detta “Orecchio di Dionisio”, fu utilizzata anche come prigione.

Una città ricca e potente quindi, che, però, nulla poté, però, contro il dilagare della potenza romana.

Neanche i celebri specchi ustori del grande Archimede poterono fermare le legioni di Roma che, nel 213 a.C. la saccheggiarono, uccidendo perfino il grande genio matematico. Testimonianza di quel periodo è il grande anfiteatro, adibito, secondo l’uso romano, più ai violenti giochi gladiatori che ai colti spettacoli greci.

La grande storia di Siracusa si può anche ripercorrere visitando lo splendido Museo Archeologico Paolo Orsi, che conserva reperti provenienti dal territorio della città. Particolarmente interessanti alcune splendide sculture provenienti dalla vicina Megara Hyblaea, un’altra importante colonia greca fondata nel 728 a.C., come una statua raffigurante una Kourotrophos, cioè la Dea madre che allatta due neonati, seduta su un trono e un torso di Kouros, cioè un ragazzo nudo scolpito nel marmo e risalente al 550 a.C.

NOTO

Uno spettacolo più semplice, ma ugualmente coinvolgente ci accoglie a pochi Km da qui. Siamo a Noto, dove una banda locale ci dà il benvenuto con allegria. Anch’essa fu rasa al suolo dal terremoto del ‘693, ma, grazie alla tenacia dei suoi abitanti, rinacque con nuovi e originali criteri urbanistici, che ne fanno oggi una delle capitali del Barocco nel mondo.

Ormai celebri sono i balconi di Palazzo Nicolaci di Villadorata, sorretti da una folla di figure di ogni tipo su cui spiccano balaustre bombate, costruite per accogliere le gonfie gonne delle nobildonne che vi si affacciavano.

E poi le chiese: la solenne Cattedrale, terminato nel 1776 e dedicato a San Nicolò di Mira, con la sua cupola, ricostruita identica a quella collassata improvvisamente nel 1996 … la Basilica del Ss. Salvatore… la chiesa di San Francesco… e San Domenico, dallo splendido aspetto barocco.

MODICA

Un’altra immagine abbagliante del barocco siciliano la ritroviamo a pochi da qui. Siamo a Modica, dominata dalla spettacolare facciata del Duomo di San Giorgio, che domina il sottostante paesaggio della città, con una arditissima facciata a torre che accoglie. Fondata nel XII secolo e ricostruita dopo il terremoto del 1693, la chiesa conserva all’interno, numerose opere d’arte e rappresenta una delle maggiori testimonianze del periodo barocco in Italia.

PALAZZOLO ACREIDE

Ugualmente interessante è un’altra cittadina rinata sempre dal terremoto del ‘93, Si tratta di Palazzolo Acreide, anch’essa fondata dai Greci di Siracusa nel 664 a.C. e oggi altro bell’esempio di barocco siciliano. Esempi del suo antico fasto sono varie chiese, come quella di San Paolo e quella di San Sebastiano che, da un’alta scalinata, domina il centro della cittadina: Piazza del Popolo.

Le antiche origini della città sono ricordate in un bel sito archeologico, dove si possono visitare resti di abitazioni rupestri, sepolcri ipogei e un delizioso teatro risalente al III sec. A.C., che ci ricorda la cultura e l’evoluzione raggiunta dalla piccola città.

RAGUSA

La nostra passeggiata nelle città barocche della val di Noto non può non comprendere Ragusa. Posta a 500 metri di quota la cittadina è costituita da due parti distinte, la vecchia Hybla Heraia, roccaforte dei Siculi e la Ragusa settecentesca che la sovrasta.

E proprio a Hibla scopriamo un altro spettacolare duomo barocco che si affaccia su tutta la città, dedicato sempre a San Giorgio. Al Duomo di San Giorgio, infine, si contrappone, a Ragusa Superiore, un’altra bella Cattedrale settecentesca, dedicata a San Giovanni Battista.

Quello che colpisce particolarmente della città, sono anche i tanti balconi, in stile con quelli di Noto, sorretti anche qui da innumerevoli sculture, ognuna delle quali racconta una storia particolare.

CALTAGIRONE (Ceramiche)

Ci spostiamo nella vicina Caltagirone che, insieme a Santo Stefano di Camastra è la più celebre località siciliana di ceramiche d’autore. Un artigianato antico e di alta classe, che dura nell’isola da oltre tre secoli ed è erede di antiche tradizioni arabe, in cui rivivono realistiche e coloratissime figure in terracotta di vita e costume isolani.

MORGANTINA

Dirigiamoci ora verso l’interno dell’isola per visitare i resti di Morgantina, un’ennesima colonia greca, fondata nel VI secolo a.C. La località fu scoperta nel 1955 da una missione americana dell’Università di Princeton e, dopo anni di scavi, ci presenta bellissime vestigia di prevalente attribuzione greca.

La città dovette raggiungere un grande splendore, a giudicare dai tanti monumenti pervenutici: aveva un’immensa agorà, divisa su due piani raccordati da una grandiosa scalinata… un Ginnasio lungo 90 metri e dedicato agli spettacoli sportivi e uno splendido teatro, capace di 5000 spettatori.

AIDONE (Museo)

Molti straordinari reperti rivenuti a Morgantina sono oggi esposti nel piccolo museo di Aidone. Si tratta di reperti risalenti ai sec. IX-V a.C., alcuni dei quali, trafugati da tombaroli e giunti illegalmente negli Stati Uniti, sono stati recentemente restituiti all’Italia. Come due acroliti di epoca greca arcaica, raffiguranti forse le dee Demetra e Kore. Gioiello del museo è infine una splendida statua di Venere, anch’essa restituita all’Italia nel 2011, dopo un lungo contenzioso, dal Getty Museum di Malibu.

PIAZZA ARMERINA

Ma è a pochi Km da qui che incontriamo una delle più insigni testimonianze archeologiche della Sicilia romana dell’epoca imperiale. Siamo a Piazza Armerina, un’altra ridente cittadina circondata da boschi e campagne. Qui, a partire dagli anni ’30, è stata riportata alla luce la Villa Romana del Casale, una spettacolare dimora risalente al III-IV sec. D.C., testimonianza unica dello splendore raggiunto dall’architettura e dall’arte romana del tempo.

Dimora lussuosissima, la villa dovette appartenere a un personaggio molto importante dell’epoca e svolse forse funzioni di rappresentanza imperiale nella zona. Il complesso si articola in tre grandi raggruppamenti di sale, peristili, cortili e ambienti termali, in un’unitarietà di progetto e abilità costruttiva che lasciano davvero senza fiato.

Quello che l’ha resa celebre nel mondo, tanto da farla inserire, insieme ad altre 5 grandi località siciliane, fra i siti protetti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, sono gli splendidi mosaici ornamentali e figurati che l’arredano dovunque, con un’estensione di ben 3500 mq!, quasi uguale a quella della Basilica di San Marco di Venezia.

Un complesso che nel suo genere non ha rivali in tutte le testimonianze che ci sono giunte dal mondo antico: grandiose scene di caccia, descrizione accuratissima di ogni specie d’animale, scene mitologiche, persino la proprietaria con i figli che accoglie gli ospiti all’ingresso delle terme.

Fino alla scena più celebre: 10 fanciulle che praticano sport, vestite di costumi succinti, precursori millenari dei nostri “bikini”…

ENNA

Immergiamoci ora nel cuore dell’isola, a Enna, una città antica e solare, dominata da un altro splendido duomo, risalente al XIV sec.  Ha anch’essa una lunga storia, anche grazie alla sua straordinaria posizione, posta a ben 930 metri di altezza, cosa che ne fa addirittura il capoluogo di provincia più alto d’Italia. Una posizione che fa chiaramente capire perché il celebre Federico II volle qui erigere uno dei più monumentali castelli della Sicilia, quello detto “di Lombardia” e perché la cittadina è chiamata: “Belvedere di Sicilia”

 

AGRIGENTO

Rituffiamoci sulla costa per volare su una delle aree archeologiche più famose del mondo, la Valle dei Templi di Agrigento.

Il tempio più a est è quello di Giunone Lacinia. Era destinato alla celebrazione dei matrimoni e la sua costruzione risale alla metà del V sec. a.C.

Il tempio più celebre e meglio conservato è però quello della Concordia. Fu iniziato nel 440 a.C. e per l’ eleganza e la simmetria delle proporzioni, è sicuramente una delle opere più grandiose dell’architettura greca. Deve il suo nome ad un’iscrizione di età romana e il suo eccezionale stato di conservazione si deve alla sua trasformazione, nel ‘700, in chiesa cristiana. Il tempio di Ercole, in perfetto stile dorico, era il più antico della città e risale alla fine del VI sec. Fino alla classica immagine dei resti del tempio dei Dioscuri, che, pur presentandoci oggi 4 sole colonne, è divenuto da tempo uno dei simboli stessi della Sicilia.

 

SELINUNTE

Riprendiamo a vagare nella grande storia, restando nel sud della Sicilia, dove entriamo a Selinunte, la mitica “Città dei templi”. La città era l’estrema colonia greca verso occidente, e per sopravvivere in pace, dovette allearsi con i Cartaginesi, i naturali nemici, che dominavano la parte occidentale della Sicilia, cosa che le permise di espandersi e arricchirsi di templi così numerosi che ancor oggi gli archeologi, per archiviarli, sono ricorsi alle lettere dell’alfabeto, giungendo sino alla “O”!

Gli ex nemici, però, non esitarono a tradire l’alleanza unendosi a un’altra rivale della città, Segesta e, dopo un lungo assedio la resero letteralmente al suolo.

SEGESTA

La vendetta greca non tarderà però ad arrivare. e anche per l’infida Segesta arrivò la fine nel 306 a.C:, per opera di Agatocle di Siracusa.

Dell’antica città ci restano oggi un magnifico tempio, uno dei meglio conservati dell’isola, edificato in stile dorico intorno al V secolo…. e l’immagine abbagliante di un meraviglioso teatro, scavato nella montagna con una cavea di oltre 60 metri, e affacciato su un panorama immenso. Sicuramente una delle più belle visuali di tutta la Sicilia.

MARSALA

Proseguiamo il nostro viaggio raggiungendo Marsala, una cittadina celebre per un rinomato vino liquoroso e per essere stata il luogo del mitico sbarco dei 1000 di Garibaldi nel 1860, i cui nomi sono ricordati in un inconsueto museo all’aperto.

La città conserva preziose chiese, come San Matteo… e la splendida Cattedrale, edificata dal 1628 e dedicata a San Tommaso di Canterbury.

Molto interessante, poi, è il Museo Archeologico, che espone, fra l’altro, oggetti della punica Mozia e delle necropoli di Lilibeo. Gioiello del museo è la ricostruzione di una nave punica del III sec. A.C., recuperata nel mare della città nel 1979, unico esempio al mondo di “liburna”, un’agile imbarcazione da guerra.

Tra i pezzi di pregio del museo spicca infine la Venere Callipigia, una splendida copia romana di un originale ellenistico del II sec.

SALINE

Riprendiamo il nostro viaggio verso Trapani, continuando a scoprire altri sorprendenti angoli storici e naturalistici.  Il paesaggio che ci appare è semplice ma incredibilmente suggestivo.

Siamo sulle antiche saline, dove i riti e le tecnologie del passato sono conservati con maniacale consuetudine. Persino qualche antico mulino a vento funziona ancora, simbolo elegante e potente di un’epoca lontana. Anche queste sono immagini di vita, conquistata, questa volta, strappando al mare il suo tesoro più comune e umile, il sale.

Un elemento semplice, ma elemento di sopravvivenza, tanto da essere ricordato persino in un suggestivo e particolarissimo museo, anch’esso allestito in un antico ed elegante mulino.

MOZIA

Proprio accanto al museo ci imbarchiamo per dirigerci verso la nostra prossima meta, l’isola di Mozia, una delle fondazioni fenicie più antiche della Sicilia, risalente alla fine dell’VIII sec. a.C. Erano grandi navigatori, i Fenici, e la particolare posizione dell’isola ne fece un importante porto (il Kothon), diventato presto una delle basi commerciali cartaginesi più importanti del Mediterraneo.

Fu il solito Dionisio di Siracusa a sconfiggerli, nel 397 a.C. Gli abitanti abbandonarono l’isola e fondarono Lilibeo, l’odierna Marsala. L’isola fu riscoperta ai primi del ‘900 da un industriale vinicolo inglese, Giuseppe Whitaker, l’inventore del vino Marsala, cui oggi è dedicato un piccolo museo che ricorda gli antichi fasti del luogo. Gioiello del museo è un’eccellente scultura, il Giovane di Mozia, che indossa un costume con un’alta fascia pettorale che contrasta con la sensualità che esprime il corpo.

Torniamo a terra la sera, ubriachi di cultura e della bellezza della natura, che ci travolge ancora una volta offrendoci uno dei più incantati tramonti della Sicilia.

FAVIGNANA

Un’altra isola ci aspetta, simbolo dello straordinario mare che avvolge la Sicilia. Voliamo allora verso Favignana, che fa parte, con Levanzo e Marettimo. del piccolo arcipelago delle Isole Egadi.

Un luogo celebre per il suo mare sfolgorante di colori, che fa apparire le isole come immerse in un paesaggio tropicale, dove sarà possibile vivere una straordinaria vacanza di natura, anche grazie a ottimi tour operator che ci accompagneranno alla scoperta di un luogo davvero unico.

ERICE

Torniamo sulla terraferma e saliamo, con una splendida passeggiata panoramica, ad Erice, arroccata a 800 metri di quota. Il luogo divenne famoso per un tempio dedicato alla dea dell’amore in cui delle fanciulle lavoravano come vere e proprie prostitute religiose fino ai 20 anni, riuscendo, anche in poco tempo, a ricevere regali così preziosi da potere continuare a vivere di rendita per tutta la vita.

La cittadina conserva interessanti testimonianze storiche legate a varie epoche, come la Chiesa Matrice, di origini trecentesche.

Dell’antico tempio, invece, restano pochi resti, inglobati in una fortezza normanna, il Castello di Venere, appunto, che insieme a un’altra rocca medievale, il Castello Pepoli, domina la sommità del monte.

SAN VITO LO CAPO

Scendiamo di nuovo sulla costa per scoprire un altro angolo di natura meraviglioso. Siamo a San Vito lo Capo, all’estrema propaggine nord-occidentale dell’isola, luogo di partenza per salutari passeggiate alla scoperta di uno splendido parco siciliano, la Riserva dello Zingaro.

Un luogo dove calette isolate e incontaminate sono accostate a spettacolari angoli naturalistici e dove piccoli musei ci faranno conoscere curiosità e tradizioni del luogo.

Non mancheranno le sorprese, come la Grotta dell’Uzzo, un’immensa cavità naturale considerata uno dei luoghi preistorici più importanti della Sicilia, nella quale sono stati ritrovati resti umani risalenti a c. 10.000 anni fa.

SCOPELLO

Proseguiamo il nostro viaggio scoprendo, all’estremità opposta della Riserva, un altro bell’angolo di mare, Scopello, luogo conosciuto per una celebre tonnara, attiva fino a pochi anni fa, e per la bellissima visione dei suoi Faraglioni.

CASTELLAMMARE DEL GOLFO

Più avanti ci affacciamo su Castellammare del Golfo, una bella cittadina adagiata intorno al suo porto turistico, caratterizzato da un possente, antico castello, forse di impianto arabo.

SFERRACAVALLO

E ancora Sferracavallo, altro borgo marinaro frequentatissimo da siciliani e turisti per le sue incredibili offerte gastronomiche di pesce freschissimo a prezzi davvero popolari. Un’altra occasione per gustare un’altra delle grandi caratteristiche della Sicilia, la sua cucina. Una cucina basata su elementi naturali straordinari, celebri piatti di pasta, i mitici arancini, pesce e frutta di ogni tipo. Fino alla spettacolare pasticceria, che ha pochi rivali in Italia e nel mondo.

La storia vuole che Palermo sia stata fondata, intorno all’VIII-VI secolo a.C. dai Fenici. Successivamente vi passarono i Greci, i Cartaginesi, i Romani. E ancora i Bizantini, gli Arabi, i Normanni

Dominazioni che non sono mai riuscite a sovrapporsi al carattere fiero e ribelle della popolazione, che, anzi, ne ha assorbito i lati migliori fino a mostrarci, oggi, una città splendida e unitaria, pur in presenza di stili diversissimi.

Già le grandi porte della città, Porta Felice e Porta Nuova, dimostrano, con la loro imponenza, la sua grande storia.

Da qui si raggiunge facilmente il centro cittadino, Piazza Vigliena, più nota come Piazza 4 Canti. È così detta dalle statue che adornano i quattro angoli della piazza, e che rappresentano i Sovrani di Spagna, le stagioni e le Sante protettrici di Palermo.

A due passi la splendida Piazza Pretoria, dominata da una meravigliosa fontana, opera cinquecentesca dello scultore fiorentino Francesco Camilliani, adornata da innumerevoli statue allegoriche e mitologiche.

Una breve passeggiata ci porta poi alla solenne Cattedrale, eretta nel 1185 dall’arcivescovo Gualtiero Offamilio, la cui visione è una delle più splendide della città.

Dall’imponente fianco destro si stacca un ampio portico che permette l’ingresso nella chiesa attraverso un magnifico portale. L’ampio interno custodisce molte opere d’arte. Importanti sono alcune cappelle, una con i resti di Santa Rosalia, la Patrona della città, e un’altra, detta delle Reliquie, che conserva i resti di vari santi palermitani.

Fino alle solenni tombe in porfido, di maestosa semplicità, dei grandi re che governarono la Sicilia:   quella di Costanza d’Aragona… quella di Ruggero II…  e infine quella del grande Federico II.

Altro monumento simbolo della città è il Palazzo dei Normanni, sorto in piena età araba, intorno al IX secolo. Fu la sede dei reali normanni e svevi che lo arricchirono come si può oggi ammirare, facendone, all’epoca, il più importante centro di civiltà e cultura d’Europa.

Molto interessante la visita all’interno, arricchita dalle opere di svariati artisti. Ecco la Sala dei Viceré… La Torre dei Venti… le stanze di re Ruggero, dai soffitti meravigliosamente decorati in stile arabo.

Ma è la Cappella Palatina che si annovera fra le più rappresentative espressioni dell’arte normanna. Voluta da Ruggero II nel 1132, la cappella è importante per la decorazione a mosaici di tradizione bizantina che riveste le sue pareti, una vera esplosione di colori e immagini che lasciano davvero sbalorditi, e illustrano le storie della vita di Cristo, quelle dell’Antico Testamento e di S. Pietro e Paolo, fino all’immagine del Cristo Pantocratore, che, solenne e maestosa, domina tutto l’ambiente.

Un altro bell’ esempio di palazzo normanno è poi quello della Zisa, che deriva il suo nome dal termine arabo “Azziz”, cioè splendido. La costruzione fu iniziata da Guglielmo I nella metà del 1100 e faceva parte di un immenso parco ricco di importanti monumenti. Interessante la visita all’interno, utilizzato spesso per l’allestimento di interessanti mostre.

Una passeggiata che vale il viaggio è poi quella alle mitiche chiese della città. Questa è San Cataldo, caratterizzata da tre cupolette rosse e da un severo e sobrio interno… e proprio accanto a questa, S. Maria dell’Ammiraglio, più nota come la Martorana, un gioiello normanno eretto nel 1143 da Giorgio d’Antiochia, ammiraglio di Ruggero II, il cui interno splende di meravigliosi mosaici nel più puro stile bizantino.

Fu sempre re Ruggero a far costruire, nel 1136, un altro gioiello normanno, S. Giovanni degli Eremiti. La chiesa fu affidata da San Gregorio Magno all’ordine dei Benedettini ed è accostata a un bellissimo chiostro, adornato di profumate piante esotiche.

Molto importante è anche la chiesa della Magione, fondata nel 1191 da Matteo d’Ajello per i monaci cistercensi… mentre la chiesa normanna più antica di Palermo è forse S. Giovanni dei Lebbrosi, fondata sempre da re Ruggero II intorno al 1072.

E terminiamo con l’opulenta facciata barocca di S. Domenico, nella piazza omonima, che costituisce una sorta di Pantheon delle glorie di Palermo, perché custodisce tombe e cenotafi di insigni siciliani.

Dalla piazza si potrà entrare nel più pittoresco mercato cittadino, la Vucciria, simbolo del folclore e della vitalità della città.

In una terra di grandi tradizioni come la Sicilia non può mancare, nel nostro viaggio, una visita al museo delle Marionette intitolato ad Antonio Pasqualino. Un’occasione per scoprire la magia di questi veri oggetti d’arte, con cui gli antichi e i moderni cantori celebrano ancora gli amori e le lontane gesta dei mitici paladini e delle loro lotte per scacciare gli Arabi dall’isola.

E concludiamo la nostra visita a questa splendida città salendo su Monte Pellegrino per visitare il Santuario dedicato alla Santa più amata, Rosalia, una ragazza palermitana del XII sec., che preferì scegliere una vita di eremitaggio e preghiera piuttosto che vivere nel lusso della sua famiglia nobile.

Nel 1625 la tradizione popolare volle che essa salvasse Palermo da una terribile pestilenza e da allora il suo nome è venerato in maniera profondissima da tutti i siciliani, che le dedicano, a settembre, la più spettacolare festa dell’isola.

Il nostro viaggio alla scoperta della Sicilia si sta concludendo. Non possiamo però lasciare l’isola senza visitare alcuni luoghi nei dintorni di Palermo che continueranno a mostrarci le meraviglie di questa terra. Voliamo allora su Mondello, la spiaggia più amata dai palermitani. E non manchiamo di fare un salto nella più celebre villa di Bagheria, antico luogo di villeggiatura dei nobili palermitani, Villa Palagonia, divenuta celebre per le sue numerose e inconsuete statue grottesche, di nani, mostri, mendicanti che adornano il suo giardino.

SOLUNTO

Una bella visita in un ennesimo sito archeologico si potrà poi fare a Solunto, una città di epoca ellenistico-romana, tornata alla luce all’inizio dell’800. Il sito, posto sulle propaggini di un colle, permette, a parte il grande interesse storico delle rovine, una bellissima e spettacolare passeggiata sulla parte orientale del golfo di Palermo.

CEFALU’

Altra visita da non perdere è quella a Cefalù, un antico borgo marinaro situato in una posizione spettacolare su un mare azzurrissimo e divenuto da tempo luogo ricercatissimo di vacanza per il suo borgo caratteristico e le splendide spiagge.

Ma la fama del luogo non sarebbe stata così vasta se, nel 1131 il conte Ruggero II, dopo essere miracolosamente scampato a una tempesta, non avesse deciso di sciogliere un voto, erigendo proprio qui una grande cattedrale. Un tempio di grandezza e splendore davvero abbaglianti, costruito in maniera audace a sovrastare completamente il piccolo abitato sottostante, in una visione d’insieme fra le più affascinanti della la Sicilia.

MONREALE

Ma un altro tempio era destinato a superare la fama pure eccelsa del Duomo di Cefalù. Spostiamoci allora a Monreale, una gradevole cittadina a due passi da Palermo, letteralmente dominata dalla mole del mastodontico Duomo, una delle chiese più splendide della Cristianità. È davvero sfolgorante la visione di questo meraviglioso esempio di arte medievale, fondato da Guglielmo II nel 1174, in cui si fondono mirabilmente elementi bizantini, arabi e normanni.

Alla cattedrale si accede per la “Porta regum”, una mirabile opera del 1186, firmata da Bonanno Pisano, il celebre architetto che aveva iniziato, 13 anni prima, la costruzione della Torre di Pisa.

E proprio all’interno la cattedrale esplode di bellezza, grazie alla straordinaria decorazione offerta dai meravigliosi mosaici bizantini che ricoprono le sue pareti, con un’estensione di quasi 6500 mq., che raccontano le storie del Vecchio e del Nuovo Testamento in una visione di sfolgorante e finissima bellezza. Su tutto domina la possente figura del Cristo Pantocratore, cioè onnipotente.

Famosissimo e degno della Cattedrale è il chiostro dell’annesso convento benedettino. Perfettamente quadrato, misura 47 metri di lato e rappresenta un vero miracolo dell’architettura romanica in Sicilia. Comprende infatti ben 228 colonnine binate, tutte diverse una dall’altra, incrostate d’oro e decorate a mosaici e pietre preziose finemente lavorate a bassorilievo.

Il nostro viaggio alla scoperta della Sicilia termina qui. Una terra che dall’alto della sua trimillenaria storia continua a mostrarsi con orgoglio e sfrontatezza, offrendosi generosamente a chi sappia conquistarla con amore, non con la forza. Una terra dove si potrà riposare il cuore e la mente in un clima dolce e inebriante e rivivere l’arte, la storia e la cultura delle tante civiltà che l’hanno attraversata alle quali tutto il mondo occidentale deve certamente qualcosa.

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