SPERLONGA (Lazio)

   

      


Subito dopo Terracina la Via Pontina si trasforma in “Via Flacca”, che da anni ha preso il posto della via Appia come itinerario verso il sud. La strada si apre su scorci paesaggistici splendidi, che mostrano innumerevoli calette e spiagge molto frequentate nei mesi estivi. Il luogo più celebre della zona è Sperlonga, un borgo proteso sul mare che da anni è diventato un’icona ben conosciuta nel vasto panorama turistico italiano. Un borgo antichissimo, aggrappato ad uno sperone di roccia e circondato da immense spiagge su cui si è lentamente sviluppato un bell’agglomerato urbano.

Oggi la cittadina è uno dei più rinomati centri balneari della costa laziale, ma non ha perso il suo antico fascino. E’ infatti percorsa da stradine che scoprono scorci sempre differenti. Un angolo antico da percorrere a piedi e da ammirare come un quadro d’autore, dai colori e paesaggi di una varietà e suggestione particolari.

Anche questo luogo è stato testimonianza di una lunga storia, a cominciare dalle sue celebri grotte (le “Speluncae, appunto, da cui è derivato il nome attuale) che fin da epoca romana furono trasformate in luoghi di delizie. Qui risalgono le origini della leggendaria Amyclae, fondata dagli Spartani. Qui, nel 1379 si rifugiò l’antipapa Clemente VII, dopo la sua fuga da Anagni, seguita alla sconfitta del suo esercito a Marino. Qui infine sbarcò il celebre pirata Barbarossa, nel 1534, allorché cercò di rapire Giulia Gonzaga, la giovane e bellissima vedova di Vespasiano Colonna che, nella vicina, aveva potuto trasformare il suo palazzo in un celebre centro di cultura del Rinascimento.

Oggi il paesino è frequentato da miriadi di artisti che ne hanno fatto un piccolo mondo di arte moderna all’aperto. Ai suoi piedi, accanto alla grande spiaggia, un piccolo porticciolo turistico è dominato ancora dall’antica Torre di Guardia, detta “Truglia”. Delle tante grotte che ricorda la zona, la più celebre è quella in cui, a partire dagli anni ’50, furono rinvenuti straordinari reperti romani, che portarono alla ricostruzione di una vera e propria villa inserita nella montagna. Dal nome dell’imperatore che vi abitò, fu chiamata la grotta di Tiberio e con i bellissimi reperti che vi furono rinvenuti, è stato allestito, nei pressi, uno splendido museo archeologico, che permette un affascinante viaggio nel mondo dell’arte e della bellezza romana.

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