SPOLETO: la Rocca

Ennesimo, meraviglioso gioiello dell’Umbria, Spoleto si apre splendida agli occhi del visitatore. La città, di medievale immagine, svela solo all’attento girovagare i suoi preziosi scorci, monumenti, chiese, palazzi, le magiche scenografie che ogni anno, nell’estate, assume a palcoscenico e cornice, il “Festival dei Due Mondi”, la celebre manifestazione d’arte che ha reso famosa la città nel mondo.

Una delle prime immagini è quella del Ponte delle Torri, un maestoso ponte a dieci arcate costruito per approvvigionare d’acqua la grande rocca che sovrasta tutta la città. Questa fu costruita nel ‘300 dal Gattapone, e simboleggia ancor oggi tutta la grande storia spoletina.

Il recente restauro consente oggi di visitare il castello, di forma rettangolare e difeso da sei imponenti torri, che consta all’interno di due cortili, uno originariamente sede della milizia armata (Cortile delle Armi), l’altro riservato agli amministratori e ai governatori (Cortile d’Onore).

La Rocca Albornoziana è un’imponente fortezza che sorge sul Colle Sant’Elia, il punto più alto della città di Spoleto. Edificata a partire dal 1359, fa parte di una serie di rocche volute da Papa Innocenzo VI per ristabilire l’autorità del Pontefice, che dimorava allora ad Avignone, nei territori dell’Italia centrale facenti parte dello Stato della Chiesa. Per realizzare il suo progetto, il Papa inviò in Italia il potente Cardinale spagnolo Egidio Albornoz, dal quale la fortezza prende il nome, che affidò a Matteo di Giovannello da Gubbio detto “il Gattapone” la direzione dei lavori, protrattisi fino al 1370 circa. ​

Divenuta negli anni anche residenza dei governatori della città, la Rocca si arricchì di decorazioni ed affreschi, molti dei quali andarono perduti quando la struttura venne trasformata in carcere (1817), funzione che mantenne fino al 1982. ​

Elemento di collegamento dei due cortili è un fornice decorato alla fine del ‘500 con affreschi raffiguranti sei città appartenenti allo Stato della Chiesa. Notevoli sono poi gli ambienti che si affacciano sulla zona di rappresentanza, tra i quali spiccano il Salone d’Onore, l’ambiente più vasto della Rocca destinato ad ospitare cerimonie e banchetti, e la Camera Pinta, che conserva due bellissimi cicli ad affresco di genere profano databili tra XIV e XV secolo. All’interno di quindici ambienti della struttura è inoltre ospitato il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto.

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