SPOLETO

Ennesimo, meraviglioso gioiello dell’Umbria, Spoleto si apre splendida agli occhi del visitatore. La città, di medievale immagine, svela solo all’attento girovagare i suoi preziosi scorci, monumenti, chiese, palazzi, le magiche scenografie che ogni anno, nell’estate, assume a palcoscenico e cornice, il “Festival dei Due Mondi”, la celebre manifestazione d’arte che ha reso famosa la città nel mondo. Una delle prime immagini è quella del Ponte delle Torri, un maestoso ponte a dieci arcate costruito per approvvigionare d’acqua la grande rocca che sovrasta tutta la città. Questa fu costruita nel ‘300 dal Gattapone, e simboleggia ancor oggi tutta la grande storia spoletina.

Poi si può iniziare a percorrere le strade medievali che si intrecciano in un susseguirsi di archi, spiazzi, scale. E dovunque gli intrecci di storia, di arte, di cultura sembrano scavalcano i secoli, permettendo una visita che abbaglia per importanza culturale e di bellezza pura.

Fra le tante chiese ecco S. Gregorio Maggiore, del sec. XII, che ha conservato impianto architettonico e alcuni elementi decorativi del primitivo edificio romanico che fu la sua base.

E ancora San Domenico, edificato a partire dalla metà del ‘200, la cui austera e semplice facciata contrasta con la solenne e ampia bellezza dell’interno, ricchissimo di statue, sculture, affreschi del 3 e 400.

Giungiamo quindi in piazza della Libertà, cuore della città, delimitata da nobili palazzi seicenteschi. Nei pressi ecco il teatro romano, dei primi anni dell’Impero.

Piazza Mercato è il cuore pulsante della cittadina, chiusa, sullo sfondo, dalla scenografica fonte di Piazza, costruita nel 1746 secondo il gusto romano delle mostre d’acqua.

E ancora ricordi romani, come l’Arco di Druso, in travertino, eretto nel I sec. d.C. come monumentale ingresso al Foro.

Altra bella chiesa, ai margini della città, è San Pietro, costruita anch’essa su preesistenti edifici romanici. Pregevole la facciata di pietra finemente scolpita, un significativo documento della cultura tardoromanica dei sec. XII e XIII.

E infine l’immagine più celebre, il Duomo, meraviglioso esempio di arte romanica che rappresenta da decenni la scenografia più giusta e spettacolare alle rappresentazioni del Festival dei Due Mondi.

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