SUTRI (Lazio)


Città tipicamente etrusca, l’antico nome di Sutri era “Suthrina”, il nome del Saturno etrusco. Diventata romana, Furio Camillo ne cacciò gli Etruschi lo stesso giorno che essi l’avevano riconquistata. Da allora “Ire Sutrium” significò per i romani sbrigare le faccende senza alcun indugio.

In città è da visitare il Duomo, più volte trasformato da innumerevoli rifacimenti, che conserva un bel campanile romanico del 1207. Interessante anche l’interno settecentesco, con un bel pavimento cosmatesco.

Molto suggestiva la piazza centrale, che si distende all’improvviso fra il dedalo di viuzze medievali, e che, soprattutto di sera, si illumina d’incanto, riportando tutta la città, come per magia, al suggestivo splendore del suo illustre passato.

Te è una prima, immediata testimonianza, un interessante Antiquarium, situato negli ambienti del Municipio, che raccoglie numerosi reperti etruschi e romani rinvenuti nella zona.

Ulteriore ricordo dell’antichità del paese è poi un bellissimo anfiteatro, completamente scavato nel tufo, per alcuni tratti etrusco e per altri romano, risalente al I secolo a.C.

Poco più in là, sullo sperone tufaceo che costeggia la via Cassia, si aprono una sessantina di tombe rupestri che formano una suggestiva necropoli.

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