TARANTO: Cattedrale di San Cataldo

La Cattedrale, dedicata a San Cataldo, a Taranto, è una delle più antiche chiese romaniche della Puglia. La sua costruzione risale agli anni a cavallo del primo millennio, 967-1072, ed ha subito un’infinita serie di rimaneggiamenti che ne hanno modificato la fisionomia.

La facciata, riedificata nel 1713, presenta caratteri estranei all’originale: statue di santi, angeli e strutture architettoniche non conservano traccia del primitivo edificio, che sono invece presenti sui fianchi esterni del complesso, al quale si unisce un campanile, anch’esso opera di rifacimento, in sostituzione dell’originale quattrocentesco.

L’interno presenta tre navate, divise da 16 colonne con capitelli bizantini e romanici di varia provenienza, ma che presentano un bell’equilibrio collettivo.

Il vestibolo ha probabilmente inglobato l’antica cappella di San Giovanni in Galilea dove si riteneva fosse stato sepolto il santo. Qui, il fonte battesimale del X secolo è trasformato da inserzioni di marmi policromi barocchi ed è sovrastato da un baldacchino del 1500.

Tutta la navata centrale è poi sovrastata da un soffitto ligneo a cassettoni, risalente al XVII secolo. Sul pavimento si notano i resti di un grande mosaico, molto simile a quello della Cattedrale di Otranto.

Attraverso una breve scalinata posta sotto l’altare maggiore si accede alla cripta basiliana della Cattedrale, risalente probabilmente all’XI secolo.

Ciò che colpisce sono le volte a crociera e il profilo ogivale, mentre resti di affreschi evidenziano figure di santi: San Cataldo, Santa Maria Maddalena e Santa Maria Egiziaca.

Un sarcofago tardo medievale raffigura l’anima della defunta, probabilmente una fanciulla, portata in cielo da due angeli.

Di grande significato religioso e di grande pregio artistico, è poi il “Cappellone di San Cataldo”, realizzato per desiderio dell’arcivescovo  Tommaso Caracciolo, e uno storico lo definì di una “ricchezza abbagliante” per le statue, gli affreschi, le tarsie marmoree che datano dal 1500 al 1700, e che videro impegnati artisti provenienti da diverse scuole e botteghe d’arte, in specie napoletane. Alle pareti, protette da nicchie, sculture in marmo bene esprimono l’estro artistico di Giuseppe Sanmichele, e rendono vitale l’insieme.

L’altare dietro il quale sono conservate le reliquie del santo, vescovo di Rachan in Irlanda, è incastonata di pietre preziose, mentre l’ambiente  è interamente rivestito di marmi policromi, elemento decorativo tipico delle chiese barocche.

Eccelle, infine, l’affresco di Paolo de Matteis sulla volta della cupola: un grande lavoro incentrato sull’esaltazione di S.Cataldo, ripresa anche attraverso una statua argentea a fianco della quale, in un antico sarcofago in marmo bianco, sono custoditi i resti del Santo.

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