TARANTO: Museo Archeologico

La storia dei popoli che vissero in questa città, è custodita gelosamente presso il Museo Archeologico Nazionale. Nella Sede di Palazzo Pantaleo, gli itinerari artistici, i gesti, le aspirazioni delle antiche genti autoctone, e degli invasori,s i manifestano attraverso sculture, anfore, vasi, crateri, urne e arredi. Un’infinita storia che si sviluppa dall’VIII secolo a.C. fino al IV secolo d.C. e che fa del tesoro museale di Taranto il maggiore del meridione subito dopo quello di Napoli.

Una sezione del museo è dedicata ai celebri “Ori di Taranto”, gioielli di grande pregio artistico e valore inestimabile, rinvenuti nelle necropoli poiché facenti parte dei corredi funerari, ma sicuramente usati in vita dai defunti.
Qui l’arte orafa tarantina raggiunge vette artistiche eccezionali. Siamo nel periodo ellenistico, IV e I secolo a. C. e il Museo offre un’abbagliante esposizione mentre sembra rivivere quella condizione raffinata e aristocratica che distingueva i tarantini del mondo Apulo.

Il museo presenta anche un’ampia raccolta di reperti dell’età del ferro, rinvenuti a Brindisi, Bari, Foggia oltre che a Taranto; e dell’età del bronzo rinvenuti nel villaggio di Scoglio del Lanna tra il XVIII e l’XI secolo a. C.

Segue la ceramica laconica. L’idea di Sparta si fa strada attraverso contenitori legati alla pratica del banchetto. Il vaso laconico rappresenta il mondo degli dei, degli eroi, del banchetto, del mare, dell’atletismo.

Importante è poi la raccolta dei primi vasi di produzione protocarinzia e carinzia, caratterizzate, da prima, da tecnica attica a figure nere, e in seguito con figure rosse e fondo chiaro.

La sovrapposizione delle produzioni greche e quelle del mondo indigeno mette in evidenza alcuni differenti stili. Il mondo ellenico, raffinato, si misura con l’aristocratico mondo Apulo, permettendo, in quest’area, lo sviluppo di una cultura aristocratica greca, riconoscibile in rappresentazioni di eroi e figure mitologiche.

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