TARQUINIA (Lazio)

Ci inoltriamo nell’Alto Lazio per scoprire le origini e l’arte di un popolo antico e affascinante, ancora avvolto dal mistero: gli Etruschi.

Oggi Tarquinia è un ennesimo bell’esempio di località medievale, ricca di torri e con le architetture sottolineate qua e là da inserti di pietra scura (il tufo vulcanico detto “nenfro”), ma non avrebbe certo raggiunta la sua fama se il suo comprensorio non comprendesse il più ricco insediamento di tombe rupestri mai giunto sino a noi, un meraviglioso museo naturale che ci ha permesso di conoscere molto più a fondo l’enigmatica e affascinante civiltà etrusca.

Fu lo straordinario culto che avevano gli etruschi per i morti a spingerli a costruire migliaia di tombe, tutte situate molti metri sottoterra e affrescati, con un’arte che lascia ancora stupefatti gli studiosi, con un caleidoscopio abbagliante di immagini e colori. A oggi sono state riportate alla luce oltre 5700 tombe, la cui età va dal VII sec. a.C. fino all’età romana.

MUSEO ETRUSCO
Oggi molta parte degli infiniti reperti trovati nel territorio sono custoditi nello straordinario museo allestito all’interno di Palazzo Vitelleschi. Un’immensa e abbagliante raccolta di vasi, lastre funerarie, sarcofagi, suppellettili, gioielli, che offrono un’immagine abbagliante su quella che doveva essere la vita dell’antico popolo italico.

La visita è di quelle che non si dimenticano e, malgrado i millenni trascorsi, rende ancora stupefatti visitatori comuni e studiosi appassionati per la perfezione tecnica di realizzazione che ha sfidato il tempo, il freddo, l’umidità e, almeno in molti casi, persino l’ingordigia dei “tombaroli”, che da decenni hanno depredato questa meravigliosa area di arte, cultura e storia del nostro paese.

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