TIVOLI: Villa d’Este (Lazio)


Tivoli si affaccia sulla campagna romana da uno spalto dei monti Tiburtina, dominando strategicamente tutta la pianura. Fondata da Catillo, navarco di Evandro, o dall’eroe Tiburto, entrò, nel IV sec. nell’orbita romana, divenendo presto un luogo noto e apprezzato. Dall’alto appare evidente il corso dell’Aniene, che divide la città aprendosi una faticosa strada fra boschi e case, e il sui corso è frenato da una serie di cascate, che hanno contribuito alla fama della città. Una città di campagna e di collina, ma legata come non mai all’acqua. L’acqua, infatti, dovette essere da sempre una delle componenti essenziali che la fecero prediligere da imperatori e cardinali, i quali la elessero a luogo di delizie e di riposo.

Entriamo allora in uno dei gioielli della città, Villa d’Este. Quando Ippolito d’Este, cardinale di Ferrara, fu eletto governatore di Tivoli, egli volle trasformare il vecchio convento benedettino da sede del governatorato in una stupenda villa, che imitasse le antiche residenze romane, e soprattutto la mitica villa dell’imperatore Adriano.

Per ottenere ciò, il cardinale incaricò dell’impresa uno dei più celebri architetti del tempo, Pirro Logorio. L’ambizione del progetto, unita alle grandi disponibilità finanziarie, permisero la creazione di quella che doveva diventare un vero simbolo di bellezza e grandiosità tecnica applicate allo sfruttamento dell’acqua.

Il parco della villa, digradante a terrazze sul panorama della campagna romana, è tappezzato di alberi secolari e abbellito dovunque da un numero enorme di statue, fontane, decorazioni, che rendono la sua visita uno spettacolo abbagliante.

L’acqua è incanalata, condotta, modellata in ogni forma, avvolge la vista e l’udito, in un’architettura perfetta e ingegnosa, se si ripensa alle tecniche idrauliche del tempo.

L’angolo più celebre è quello delle 100 fontane, dove bocche che sembrano non finire mai, riempiono un lungo viale con una scenografia di straordinaria suggestione.

Ma le meraviglie di Villa d’Este non si fermano al suo celebre giardino. Una visita agli appartamenti di Ippolito d’Este farà apprezzare ancor più il gusto e l’arte di un’epoca mitica, Oggi possiamo visitare dieci sale, affrescate per lo più da Livio Agresti, il pittore cinquecentesco che trasferì in pareti e soffitti tutto il gusto e la cultura della sua epoca. Scene mitologiche, religiose e storiche, in un insieme creativo e pittorico che lascia ammirati i visitatori.

Fino alle immagini della stessa Tivoli di un tempo. Un’iconografia che ci rituffa in un periodo antico e glorioso della città medievale e del suo magnifico ambiente.

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