TORNA A SURRIENTO (Elena Bonelli)

L’hanno scritta due fratelli questa immortale canzone, conosciuta oramai in tutto il mondo. Ernesto (l’indimenticabile autore della musica di “Voce ‘e notte”) e Giambattista De Curtis erano i figli di Giuseppe, un quotato pittore di Sorrento, e del quale acquisirono sicuramente lo spirito artistico. Eppure la canzone era nata occasionalmente, come omaggio a Giuseppe Zanardelli, allora Presidente del Consiglio, che, nel settembre del 1902, , si trovava in visita a Sorrento presso l’Hotel Tramontano.

Il proprietario dell’albergo, commendator Tramontano (che era anche sindaco della cittadina), aveva cercato invano di convincere l’uomo politico a far aprire un ufficio postale nella zona, ma l’altro lo aveva trattato anche male. Si fece allora avanti Giambattista De Curtis, che, oltre ad avere l’incarico di eseguire dipinti sulle pareti dell’albergo, era anche il precettore dei figli del commendator Tramontano, il quale si offrì di scrivere col fratello una canzone da dedicare all’ospite politico per fargli ricordare la magia (e i problemi) di Sorrento. Detto fatto nacque, in poche ore quella che diventerà una delle canzoni napoletane più conosciute nel mondo.

​Per la cronaca sembra che (non si sa se per dovere d’ufficio o per ammirazione artistica) Sorrento ebbe dopo pochi giorni dalla visita il suo agognato ufficio postale. Il testo originale della canzone faceva ovvio riferimento all’ufficio postale, ma don Ferdinando Bideri, che editò il pezzo un paio d’anni dopo, suggerì  di modificare i versi, dando l’avvio a un successo che dura tutt’oggi e che ha portato questo pezzo ad essere tradotto in tutte le lingue ed  eseguito praticamente in tutto il mondo.


La canzone è tratta da uno splendido spettacolo musicale, “RITORNA PIEDIGROTTA”, interpretato da un gruppo di giovani artisti napoletani,
​”I Girovaghi dell’Arte”.
Il lavoro, scritto e diretto da un geniale autore napoletano,  Egidio del Giudice, ripropone, in chiave musicale, una delle più antiche e sentite feste di Napoli, quella, appunto, di “Piedigrotta”, che risale addirittura al 1200, anche se, da secoli, ha perso lentamente Il valore “popolare” da cui nasceva, per spegnersi inevitabilmente con l’avvento del progresso.
Un progresso che, nella rappresentazione, diventa il nemico di Pulcinella, la classica maschera napoletana, che si rifiuta di uscire dal suo sogno, nel nomo di un avanzare dei costumi e delle mode che non appartengono più all’anima vera della vecchia Napoli.


Il poeta: GIAMBATTISTA DE CURTIS
(Napoli, 1860 – 1926)

Primo dei sette figli del pittore Giuseppe e fratello del celebre musicista Ernesto, col quale scrisse Torna a Surriento!, ereditò dal padre la passione per le arti e fu poeta ispirato e delicato, musicista, pittore scultore. Amò Sorrento e passò gran parte dà sua vita in quella città (da lui entusiasticamente cantata in moltissime canzoni) alloggiando all’Hotel Tramontano, dove affrescò, su incarico del commendatore Tramontano, proprietario dell’alber-go e sindaco della cittadina, saloni, dipinse tele e compose poesie e musiche.
Nel 1908 un suo atto unico: Pentita, fu rappresentato al teatro San Ferdinando. Altri lavori teatrali sono rimasti inediti. Elegante, signorile, dotato di un cuore d’oro, fu amato dalle donne, ed ebbe la simpatia degli editori, degli amici, dei colleghi.


Il musicista: 
ERNESTO DE CURTIS
(Napoli, 1875 – 1937)

Ernesto De Curtis – pronipote di Saverio Mercadante, per parte materna – da piccolo aiuta il padre nell’arte della decorazione; a otto anni apprendeva le prime nozioni di musica da Vincenzo Valente, suo vicino di casa al Corso Garibaldi vecchio. Studiò armonia col M° Daniele Napolitano e, ancora giovanissimo, con un suo amico cantante, formò un numero di varietà esibendosi – lui al pianoforte – nei teatri di Napoli, di Roma e di Viareggio, dove si guadagnò le lodi di Giacomo Puccini. Invogliato dal fratello Giambattista, musicò prima canzone, ‘A primma vota, nel 1897. Il successo fu immediato ed altri ne seguirono, tanto che diventò uno dei compositori più amati e contesi.  Popolarissimo, scrisse canzoni e romanze che, a partire dal 1921, andarono a fai parte del repertorio di Beniamino Gigli, col quale, per quindici anni, tenne concerti nelle due Americhe, a Parigi, a Londra. Protagonista lo stesso Gigli, compose la musica per tre film. Tipo allegro e spassosissimo, fumatore accanito, appassionato di ogni forma d’arte,  a giustificare la sua celebrità basterebbe tre pezzi : “Torna a Surriento” (che a distanza di oltre 60 anni, è ancor oggi richiesta e cantata in tutto il mondo), “Voce ‘e notte”, uno dei canti napoletani più belli e appassionati di ogni tempo e, in lingua, la celeberrima “Non ti scordar di me”.

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