TREVISO (Veneto)

 


La città è davvero bellissima. Punto d’incontro fra le montagne delle Prealpi e la pianura, possiede vie e portici, palazzetti e case di stili ed epoche molto diverse che pure appaiono fusi in un insieme estetico armonico e piacevolissimo, che vince sempre sul valore singolo dei tanti monumenti e luoghi religiosi.

Le belle mura e i corsi d’acqua di Sile e Botteniga le danno un’apparente schematismo topografico, dove l’acqua appare improvvisa, si insinua lenta e ammaliante, scorrendo e scomparendo all’improvviso sotto le case, col sommesso mormorio che, dicono i trevigiani, è identico al diffuso chiacchiericcio serale dei mitici bar di Piazza dei Signori.

La visita ai principali edifici religiosi della città inizia obbligatoriamente dal Duomo, una grande costruzione medievale dedicata a San Pietro, sorto sicuramente su precedenti edifici romanici. Rinnovato nella parte absidale fra il ‘400 e il ‘500 (su disegni di Pietro Lombardo) e ancora nel ‘700 e ‘800 (come dimostra il pronao neoclassico), ci presenta un possente interno a tre navate rette, da grandi pilasti e chiuso da ben 7 cupole, che ci mostra numerose, pregevoli opere d’arte. Come questa grandiosa pala di Tiziano, raffigurante l’Annunciazione, situata sull’altare della cinquecentesca Cappella dell’Annunziata.

Accanto al Duomo, un grande Battistero, anch’esso di stile romanico e risalente all’XI-XII secolo. Il semplice, ma suggestivo interno, presenta sullo sfondo un’abside, inserita fra altre due più piccole, che sono decorate con affreschi del 1200. A sinistra una Madonna col bambino benedicente di stile bizantino, a destra una romanica Madonna con bambino e Santi.

Alle spalle del Duomo, la possente e incompiuta mole del Campanile, anch’esso romanico e risalente al XIII secolo.

Spostiamoci ora a S. Maria Maggiore, il Santuario della città, meta di frequenti pellegrinaggi. Ha una lunga e affascinante storia questa chiesa, la cui origine si perde nella notte dei tempi e che nacque come un piccolo sacello dedicato alla Vergine, ad opera di S. Prosdocimo, primo evangelizzatore del trevigiano. La prima vera chiesa è datata intorno al 780 e sorgeva fuori delle antiche mura romane. Un secolo dopo il vescovo Ulderico fece dipingere su un muro un’immagine della Madonna, che, dopo vari miracoli avvenuti nel tempo, divenne oggetto di culto e pellegrinaggio da parte di tutta la città, fino alla ricostruzione intorno ad essa di un’altra grande chiesa.

Nel trecento, infine, la vecchia immagine della Madonna venne rifatta da un allievo di Tommaso da Modena e continuò ad essere oggetto di devozione, col nome di Madonna Granda, con cui è ancor oggi ricordata e il cui affresco è conservato in una cappella laterale.

Spostiamoci in un altro luogo molto interessante della città, la chiesa di S. Caterina dei Servi di Maria, contiene un vero tesoro artistico, solo recentemente tornato alla luce dopo secoli di oblio. Il tempio fu costruito a partire dal 1346, dall’Ordine dei Servi di Maria. Successivamente sconsacrato e adibito a deposito militare, è stato restaurato ed oggi è sede di mostre e concerti. Sulle pareti è stato possibile recuperare un importantissimo ciclo di affreschi del tardo trecento: i Quattro Dottori della Chiesa, storie di Maria Gesù, una Crocifissione, un San Sebastiano, e soprattutto le Storie di S. Orsola, di Tommaso da Modena (artista emiliano seguace di Giotto), che rappresentano sicuramente il più importante ciclo di affreschi della città.

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