UMBRIA: LA MEDIA VALLE DEL TEVERE

      

Situata al centro dell’Umbria, nel cuore più verde dell’Italia, la Media Valle del Tevere si presenta al visitatore come un ambiente lussureggiante e intatto, costellato di dolci colline su cui emergono piccoli e grandi borghi, testimonianza preziosa di un passato che mai come in questa regione, ha saputo mantenersi intatto nel rispetto della sua storia.



COLLAZZONE

Qui saliamo a Collazzone, un piccolo, interessantissimo borgo medievale circondato da ampi boschi e panorami mozzafiato. Un luogo che permette un soggiorno tranquillo e salutare, da dove partire per la scoperta di una natura magistralmente pulita, oltre che di testimonianze storiche e artistiche di prim’ordine.

Il paese prende il nome da Azzone, uno dei tanti signori medievali che hanno segnato la struttura urbanistica e storica delle città d’arte italiane.

All’ingresso del borgo colpiscono subito le possenti mura medievali, molto ben conservate. Cuore della cittadina è Piazza Jacopone, dedicata al

celebre frate-poeta tuderte, che proprio qui terminò la sua operosa vita spirituale e artistica. Da qui si potrà partire per una passeggiata nei vicoli medievali, che, oltre che riportarci indietro nel tempo, si apriranno in splendidi scorci sulla campagna circostante

A ridosso dei torrioni dell’antico castello troviamo poi la chiesa parrocchiale di San Lorenzo, situata sul luogo dove sorgeva l’antica Rocca. La facciata, decorata con cotto locale, è arricchita da un prezioso rosone.

Al suo interno sono conservate alcune pregevoli opere, come un affresco del ‘300 raffigurante la Madonna col Bambino e un reliquiario riccamente lavorato.

L’opera più preziosa è però una splendida statua lignea policroma del XIII sec., raffigurante anch’essa la Madonna col Bambino e che rappresenta una delle più insigni sculture lignee dell’arte umbra.

A un passo dalla città sorge il Monastero di San Lorenzo, antica sede benedettina, e poi francescana in pieno ‘200.

Molto suggestiva è la cripta, recentemente restaurata di epoca romanica, risalente ai secc. IX-XII. Un luogo suggestivo ed intenso, in cui, si racconta, terminò la sua vita lo stesso Jacopone, la notte di Natale del 1306.

La cittadina è luogo di partenza per splendide escursioni naturalistiche nel territorio circostante, dove si potranno scoprire angoli medievali di assoluta purezza. Qui siamo ad Assignano, un microscopico borgo medievale, celebre nella regione per la sua tradizione di terrecotte, risalente al sec. XIV, e testimoniata da numerosi documenti dell’epoca, oltre che da forni e botteghe che sembrano uscire da un album dei ricordi.

Ma riprendiamo a vagare per il territorio, in passeggiate sempre nuove e ricche di sorprese. Una delle caratteristiche di questa terra è l’aver saputo valorizzare al massimo le preziose testimonianze lasciategli dalla storia, spesso rivalutando l’ambiente esistente, come a Canalicchio, ennesima immagine medievale di un borgo intatto e suggestivo o Gaglietole, in cui i resti del maestoso castello e dell’annesso chiostro della chiesa di San Cristoforo ci fanno ben immaginare lo splendore di un tempo. Splendore che è stato mirabilmente utilizzato per creare strutture ricettive di altissima classe, pur nel rispetto assoluto per l’ambiente circostante e che permettono la magia di sentirsi circondati da un vero ambiente medievale, pur con tutte le comodità del presente.



MONTE CASTELLO DI VIBIO

Siamo nella Media Valle del Tevere, nel cuore dell’Umbria, una zona dove la natura regna ancora sovrana, rotta solo da straordinarie testimonianze di arte e storia medievali.

Ne visitiamo uno degli esempi più splendidi, Monte Castello di Vibio, un borgo che sembra uscire da una delle tante iconografie che hanno fatto del Medioevo un’epoca affascinante e inquieta.

Se la più grande e celebre Todi fu definita addirittura la città più vivibile al mondo, Monte Castello può vantare un riconoscimento simile, datole da una celebre antropologa americana, che visitò e studiò, negli anni ’60, il contesto naturalistico che circonda il borgo, definendolo addirittura “Il Paradiso perduto”, cioè un ambiente dove è davvero possibile vivere secondo i soli ritmi della natura.

Il paese è fuori dai consueti itinerari turistici della zona, e per questo è rimasto orgogliosamente schivo e riservato, seppur elegantissimo e abbagliante, nella sua perfetta struttura urbana medievale.

Il suo nome deriva dalla “Gens Vibia”, una delle tante famiglie che, nei momenti più splendidi di Roma formarono la “splendidissima colonia” della “fida Tuder”. Oggi dell’antico mondo romano resta ben poco, poiché l’aspetto è stato modellato secondo i più classici schemi medievali.

La Porta di Maggio, recentemente restaurata, è uno degli accessi alla cittadina e, oltre a garantire uno splendido panorama sulla vallata del Tevere, è sede di un piccolo museo dove sono conservati documenti d’archivio, armi di varie epoche, mappe catastali, arredi sacri, stemmi e materiale archeologico.

Le porte, le mura, il castello, le chiese, le meravigliose stradine e un aspetto “pulitissimo” fanno di questo luogo forse il teatro più splendido nella sua magnifica rappresentazione medievale, senza naturalmente voler far torto agli altri borghi della regione.

Un teatro vero, inoltre, la cittadina lo possiede davvero. E si tratta, nel suo genere, di un’altra meraviglia. E’ il Teatro della Concordia, una perfetta struttura in stile goldoniano, con la sua platea, il grande palco, il soffitto intarsiato, vari ordini di palchetti, la cui unica caratteristica è quella del “minuscolo”. E’ infatti considerato, con i suoi soli 99 posti, il più piccolo teatro del mondo. Realizzato interamente in legno il teatrino risale all’inizio dell’800 e rappresenta uno dei rari esempi del suo genere, per armonia e sapienza di realizzazione degli spazi scenici e dei servizi per gli attori e per il pubblico.



FRATTA TODINA

Situato su una dolce collina nel cuore dell’Umbria, Fratta Todina è uno dei più piccoli di quella miriade di borghi che compongono la Media Valle del Tevere. Per la mitezza del clima e la salubrità dell’aria divenne , per molti secoli,  luogo di villeggiatura di Vescovi, Cardinali e rappresentanti di nobili famiglie.

Addirittura si è ipotizzato che la cittadina, il cui cuore è racchiuso ancora nella mura dell’antico castello, sia l’antica “Tudernum”, di cui parla Plinio nella sua Naturalis Historia, cioè la patria dei mitici fondatori di Todi.

Il borgo antico è composto di una strada che attraversa l’antico castrum, aperto da due porte. Sui lati si aprono continui, suggestivi scorci di sapore antico.

La chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo fu fatta edificare dal Cardinale Altieri e progettata da Giovanni Santini, nella metà del ‘600.

L’interno è a navata unica, con altari laterali e decorazioni a stucco. Fra le tante opere d’arte che contiene, spicca una pregevole tela di Andrea Polinori, del 1612, rappresentante una Deposizione, copia di quella dipinta dal Barocci che è conservata nella Cattedrale di Perugia.

Monumento insigne della città è Palazzo Altieri, tutto contenuto nell’antico “castrum”. Ampliato dal vescovo Angelo Cesi e dal Cardinale Altieri, il palazzo raggiunse la sua grandiosità grazie all’architetto Ludovico Gattelli, che lo arricchì con giardini ed elaborate fontane che mostravano fantasiosi giochi d’acqua. L’accesso si apre sull’unica via del centro da dove si   intravede un bel cortile con decorazioni sui marcapiani delle pareti a stelle. All’interno si può visitare un’importante galleria di affreschi del ‘600 di scuola romana, rappresentanti scene dell’Antico Testamento.

Nella Sala Consiliare del Comune è possibile ammirare una copia dello splendido affresco rappresentante la Natività di Giovanni di Pietro, detto lo Spagna, oggi ai Musei Vaticani.

Situato a poca distanza da Fratta, sul punto più elevato del Comune, il convento di S. Maria della Spineta è uno dei più antichi luoghi francescani della regione, di cui si hanno notizie sin dal 1291, e offre uno dei migliori panorami della valle che va da Perugia a Todi. Di particolare bellezza il chiostro, risalente al 1394 e la deliziosa chiesina interna,

mentre l’attuale chiesa, dedicata alla Vergine Assunta, è della fine del XVIII secolo.

Da qui si possono facilmente raggiungere i Monti del Peglia e altri piccoli e suggestivi borghi  che caratterizzano l’intero territorio.



MARSCIANO

Una valle verdissima e abbagliante, quella del Fersinone, è l’immagine più spettacolare che colpisce il visitatore che giunge a Marsciano, una tranquilla cittadina immersa nel cuore umbro della Media Valle del Tevere.

Un territorio fertile e dolce, impreziosito da morbidi colli solcati da tranquilli corsi d’acqua. Eppure la sua posizione, centrale rispetto a Todi, Orvieto e Perugia, ne fece un’importante piazzaforte militare, oggi testimoniata dalla poderosa Torre Bolli, che si erge al centro della cittadina.

L’antica tradizione artigiana della zona nel campo del laterizio riappare nel territorio in numerose testimonianze, come le antiche fornaci di San Fortunato e Compignano, risalenti al ‘700 e utilizzate fino al 1950. Completamente restaurate, oggi ci permettono di rivivere antiche tradizioni, rivisitate ogni anno da suggestive rievocazioni estive.

A questo particolare tipo di lavorazione è stato dedicato il Museo dinamico del Laterizio e delle terrecotte, allestito nei locali di Palazzo Pietromarchi, la residenza nobiliare della famiglia Bulgarelli, di origine longobarda, che già nel XII sec. ebbero in feudo il comune, ma che solo nel 1274 vengono nominati in un documento come “Conti di Marsciano”

Il Museo conserva numerosi reperti di questa attività, rappresentando uno splendido percorso nel mondo dell’antica civiltà contadina.

Tra i pezzi d’autore del museo, un prezioso affresco della fine del ‘400, attribuibile al Pinturicchio: una Madonna in Trono col Bambino e Angeli, S. Silvestro e San Rocco, mirabile esempio della scuola perugina.

Il territorio di Marsciano è ricchissimo di testimonianze storiche di prim’ordine, a cominciare dai numerosi, interessantissimi castelli.

Come quello di Montelagello, uno splendido maniero di cui si hanno notizie sin dal 1027 o quello di S. Apollinare, un raffinato edificio bizantino risalente all’XI sec., che deve il suo nome all’arcivescovo ravennate Apollinare.

Il più interessante borgo fortificato del territorio di Marciano è però quello di Spina che comprende, oltre alle antiche mura, classiche abitazioni in cotto a due piani, tipiche dell’architettura civile perugina del ‘400, e rappresenta, per la sua pura bellezza antica, una passeggiata davvero unica.

Altro gioiello medievale della zona è il castello di Migliano (di cui rimane solo il corpo centrale, due archi e la torre cilindrica) situato sulla sommità di un colle da cui lo sguardo spazia lontano, con vedute mozzafiato, sul meraviglioso scenario naturale della valle del Fersinone.

E chiudiamo la visita a questa splendida zona nella chiesa parrocchiale di Cerqueto, un piccolo centro poco distante da Marsciano dove è custodito un prezioso affresco: San Sebastiano con S. Rocco e San Pietro, del 1478.

Si tratta della prima opera sicuramente datata del Perugino, il celebre caposcuola della pittura umbra, allievo di Verrocchio e Piero della Francesca e maestro, a sua volta, di Raffaello.


 


MASSA MARTANA

Circondata dai boschi sempreverdi dei Monti Martani e da colorati campi, eredi di una secolare tradizione agricola, Massa Martana presenta, nel suo territorio, un’eccezionale ricchezza di testimonianze archeologiche e religiose, le cui origini partono dal periodo repubblicano romano.

Fu proprio la conquista romana e la costruzione, intorno al 220 a.C. della via Flaminia, a promuovere insediamenti e costruzioni che nel tempo avrebbero assunto una grande importanza storica.

L’antichità degli insediamenti umani è dimostrata dai resti della Catacomba Cristiana, l’unica nel suo genere finora scoperta in Umbria. Risalente al III, IV sec. e comprendente oltre 300 sepolture, il luogo dimostra sia la precocità e la notevole diffusione del culto cristiano, sia la certezza di una notevole concentrazione demografica seppur di livello socio-culturale modesto.

Un’altra testimonianza del dominio romano è rappresentata dall’imponente ponte Fonnaia, una poderosa costruzione a tutto sesto, edificata nel 220 a.C. sempre sulla via Flaminia per scavalcare un piccolo torrente. L’opera, ancora perfettamente conservata, è stata costruita in grandi blocchi di travertino, su alcuni dei quali si legge ancora la scritta PII, indicante probabilmente istruzioni di posa in opera.

Particolarmente importanti poi i luoghi religiosi del territorio come l’Abbazia dei Santi Fidenzio e Terenzio, che sembra risalga addirittura al IX sec., quando una comunità di monaci benedettini si insediò nell’attuale monastero, reggendolo fino al 1300 o la Chiesa di Santa Maria in Pantano,  situata sul percorso dell’antica via Flaminia, e che, risalente probabilmente al VII – VIII secolo, è una delle più antiche e interessanti di tutta l’Umbria. Secondo un’antica leggenda, infatti, essa si ritiene fondata addirittura sui resti di un rudere della Civitas Martana. La facciata caratterizzata da un bellissimo rosone risale al XIV secolo, così come la poderosa torre quadrata che si erge al suo fianco.

L’interno, diviso in tre navate conserva urne cinerarie, iscrizioni e frammenti decorativi di epoca romana. Di particolare bellezza il grande capitello corinzio, il cippo dell’altare e un pregevole crocifisso ligneo del 1200, oltre agli affreschi che decorano le pareti.

Chiudiamola nostra visita a questo territorio di straordinaria suggestione  con l’abbazia di  San Faustino, posta su un piccolo rilievo a dominio della vallata. Dove oggi sorge la chiesa, esisteva, già dal I sec. a.C., una villa romana denominata “Villa Marciana”. Fu verso l’anno 1000 che i padri benedettini utilizzarono i blocchi di travertino dei suoi resti per edificare l’attuale abbazia, dedicata a San Faustino, che la tradizione indica come compagno e discepolo di San Felice, vescovo della Civitas Martana.

La facciata, in stile lombardo, è adornata da una bella trifora, mentre il portico,  di epoca moderna, male si raccorda con lo stile della chiesa, a differenza del campanile, che, pur se di recente costruzione, risulta ben armonizzato con l’intero complesso.

L’interno, ampio ed elegante, è a navata unica. Alle spalle dell’altare si possono ancora osservare due antichissimi sarcofagi, uno dei quali si ritiene essere quello del santo a cui la chiesa è dedicata.

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