UZBEKISTAN: Bukhara (Fortezza Ark)

Regia: Gigi Oliviero – Stefano Carbone


  

La colossale Fortezza Ark, di cui rimangono impressionanti mura restaurate dai sovietici, è la costruzione più antica di Bukhara. Era una città regale all’interno della città, e fu abitata fino al 1920, anno in cui fu bombardata dall’Armata Rossa. Vi si accede tramite un solenne portale, che fa giungere alla Moschea Juma (del Venerdì), che risale al 1500.

Girando sulla destra si incontrano gli antichi appartamenti del kushbegi (cioè il primo ministro) dell’emiro, che oggi ospitano una mostra di reperti archeologici.


Più avanti, sulla sinistra, si entra poi nella parte più antica della cittadella, la corte delle udienze e incoronazioni, l’ultima delle quali fu quella di Alim Khan nel 1910. Questo ambiente (chiamato Kurnish Khana) fu costruito intorno al 1605 e presenta un portico di colonne lignee intagliate, che protegge un trono marmoreo e un baldacchino.

La camera nascosta che si trova sulla destra, guardata da un leone in marmo, era la sala del tesoro, dietro alla quale c’era l’harem. 

Gli altri ambienti del forte sono oggi stati destinati a vari musei, fra i quali è interessante quello che illustra la storia di Bukhara nei secoli.


Di fronte alla fortezza si apre il Registan, la principale piazza medievale della città, dove, nel 1842, furono giustiziati i due ambasciatori inglesi Stoddart e Conolly. Dietro l’Ark, infine, vi è lo Zindon, cioè la prigione, anch’essa, oggi, trasformata in museo.


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