UZBEKISTAN: Bukhara (la città)

Regia: Gigi Oliviero – Stefano Carbone


    


Bukhara è la città più sacra dell’Asia centrale. Possiede edifici millenari e un centro storico che è cambiato poco nel corso dei secoli. Fu quando era capitale dello stato samanide (IX e X secolo) che Bukhara, considerata il “pilastro dell’Islam”, fiorì come centro culturale e religioso dell’Asia centrale. Nel 1220 la città fu espugnata da Gengis Khan e nel 1370 cadde sotto l’influenza di Tamerlano, rinascendo a nuova vita artistica e culturale nel 1500, quando divenne capitale del khanato di Bukhara. Allora la città doveva essere davvero splendida: possedeva decine di bazar e caravanserragli, oltre 100 Medresse (con almeno 10.000 studenti) e più di 300 moschee!


Il lento declino della Via della seta fece spegnere lentamente la città, finché, nel 1753, Muhammad Rahim, rappresentante locale di un sovrano persiano, si proclamò emiro, fondando la dinastia Manghit, destinata a durare fino all’arrivo dei bolscevichi. Gli successero sovrani feroci e scellerati, come il celebre Nasrullah Khan (noto anche con il soprannome di “macellaio”), il quale ascese al trono nel 1826, dopo aver assassinato i fratelli e altri 28 parenti.


 

Celebre è poi il trattamento riservato a due ambasciatori inglesi nel 1842, il colonnello Charles Stoddart, che si era presentato a cavallo (cosa ritenuta offensiva) e senza le credenziali della regina Vittoria e che per questo era stato gettato in un’orrenda prigione, e il capitano Arthur Conolly, giunto per intercedere per lui, ma ugualmente imprigionato e decapitato con Stoddart sulla piazza antistante alla fortezza.


 
La storia della città si trasformò nel 1868 quando l’esercito russo la occupò, trasformandola in un protettorato dello zar. Fino a un secolo fa l’approvvigionamento idrico della città era formato da una serie di canali a cielo aperto, dove la gente si radunava per chiacchierare, bere e lavarsi. L’acqua non era certo cambiata spesso, e così Bukhara divenne celebre per le sue epidemie, soprattutto di peste. Oggi la città è una delle visite più interessanti dell’Uzbekistan e permette di conoscere bene la storia e le usanza di questo popolo.



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