UZBEKISTAN: Bukhara (Mausolei)

Regia: Gigi Oliviero – Stefano Carbone


  


A est di Bukhara, nel villaggio di Kasri Orifon, si trova uno dei più importanti santuari del sufismo, cioè il luogo di nascita e la tomba di Bakhautdin Naqshband, fondatore del più influente dei tanti antichi ordini sufi dell’Asia centrale, nonché santo patrono di Bukhara. I Sufi erano un tempo dei puristi, insoddisfatti della mondanità dei primi califfi, che desideravano incontrare Dio attraverso l’esperienza personale diretta, sotto la guida di un maestro. Assunsero tale importanza e organizzazione da diventare un vero fenomeno di massa quando l’Islam fu minacciato da invasori (come i Crociati), divenendo dei veri paladini della fede islamica.


 

L’ingresso è dominato dall’enorme cupola della Moschea Juma, mentre altre due moschee circondano la tomba di Bakhautdin, un semplice blocco alto due metri, protetto da un talismano di crine di cavallo appeso a un palo. Secondo la tradizione è di buon auspicio fare tre giri in senso antiorario intorno al sarcofago.


Nell’ampio cortile principale spicca poi una continua folla di pellegrini che camminano in preghiera attorno a un albero mummificato, dal quale tutti cercano di strappare un piccolo pezzo come reliquia. La leggenda vuole che l’albero nascesse nel punto dove Bakhautdin conficcò un bastone nel terreno, versandovi alcune gocce d’acqua che aveva portato dalla Mecca. Cosa che fece nascere una sorgente dalla quale i fedeli attingono ancora acqua santa. Leggenda a parte, il racconto deve presentare qualche pecca, se è oggi assodato che l’albero ha solo 350 anni…


Nei pressi del mausoleo di Ismail Samani se ne può visitare un altro, chiamato Chashma Ayub. Fu costruito fra il XII e il XVI secolo sopra una sorgente sacra che ne ha tramandato la leggenda. Il suo nome, infatti, significa “Fonte di Giobbe” e, secondo la tradizione, fu proprio Giobbe che, colpendo il suolo col suo bastone, ne fece scaturire dell’acqua.


Immerso nel bel parco Samani sorge un antichissimo mausoleo, risalente al 905 e quindi uno dei più antichi monumenti musulmani della città. Costruito per Ismail Samani (fondatore della dinastia samanide), per il padre e il nipote, è caratterizzato da una elaborata muratura in mattoni di terracotta, che, con la loro varietà di costruzione, fanno assumere al monumento luci e colori sempre diversi nel corso della giornata. Le stesse mura sono spesso quasi due metri e hanno garantito la vita millenaria della costruzione, che ancor oggi è una visione di elegantissima bellezza.


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