UZBEKISTAN: Bukhara (Moschea e Minareto Khalon)

Regia: Gigi Oliviero – Stefano Carbone


Quando il re Arslan Khan, nel 1127, fece erigere a Bukhara il grandioso minareto Khalon, esso doveva essere probabilmente l’edificio più alto di tutta l’Asia centrale. In effetti si tratta di una struttura mastodontica, alta 47 metri e che poggia su fondamenta di 10 metri (opportunamente imbottite di canne in funzione antisismica), che ha retto impavido i suoi quasi 1000 anni di storia. La sua maestosità è dimostrata dal fatto che lo stesso Gengis Khan, passato alla storia anche per la sua insaziabile fama di distruttore, lo fece risparmiare perché colpito dalla sua magnificenza.

Le sue 14 fasce di mattoncini cotti color sabbia, tutte diverse una dall’altra, sono state per secoli un esempio per l’architettura della regione. La leggenda narra che la sua costruzione fu dovuta alla richiesta fatta in sogno dal sovrano, di un imam che egli aveva ucciso durante una lite, e che gli chiedeva di deporre la sua testa in un luogo in cui nessuno avrebbe mai potuto calpestarla. Cosa che fu fatta erigendo il minareto sopra la sua tomba.


 

 

 

Ai piedi del minareto si trova la Moschea Khalon, eretta sui resti di una moschea precedente fatta distruggere da Gengis Khan, che fu costruita nel XVI secolo per le grandi assemblee. E in effetti poteva contenere ben 10.000 persone.

Di fronte alla moschea, adornata da bellissime cupole azzurre, si trova poi la Medressa di Mir-i-Arab, ancor oggi funzionante e il cui accesso è vietato ai turisti. La medressa prende nome da uno sceicco yemenita del XVI sec. che finanziò la costruzione ed è oggi sepolto sotto la cupola settentrionale.


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