UZBEKISTAN: Kokand

    

 

Kokand è la prima città che si incontra quando si entri nella valle di Fergana, la lussureggiante regione che occupa l’estrema parte orientale dell’Uzbekistan. La città fu la capitale dell’omonimo khanato nel XVIII e XIX secolo, diventando   subì un grave colpo nel gennaio del 1918 quando i nazionalisti, stanchi delle  inutili promesse rivoluzionarie, proclamarono un’amministrazione alternativa, il governo provinciale musulmano del Turkestan autonomo. La reazione del Soviet di Tashkent fu immediata e brutale. La città fu messa a ferro e fuoco, gli edifici religiosi distrutti e circa 14.000 abitanti massacrati ferocemente. La città fu dimenticata e solo negli ultimi anni i suoi antichi monumenti sono tornati alla luce.

La moschea più imponente della città, la Moschea Djuma, fu costruita agli inizi del 1.800 e ha al centro un minareto alto 22 metri. Presenta un imponente aivan, cioè un portico con archi sostenuto da 98 colonne di legno rosso provenienti dall’India. Una sala ospita un museo in cui spicca una bella collezione di ceramiche.

Il Palazzo del Khan, con sette cortili e 114 stanze, fu ultimato nel 1873, per l’ultimo khan, Khudoyar, appena tre anni prima l’arrivo dell’esercito zarista, che fece saltare le fortificazioni e abolì la figura del khan. Khudoyar fuggì, ma dai propri sudditi. Si rifugiò, infatti, in un dorato esilio a Oremburg. Finì, però, ugualmente ucciso da alcuni banditi mentre tornava da un pellegrinaggio alla Mecca. Circa metà del palazzo era occupata dall’harem, occupato da ben 43 concubine. Per superare il limite di quattro mogli concesse dall’Islam, il monarca teneva sempre a disposizione un mullah per celebrare di volta in volta un matrimonio destinato a essere sciolto la mattina dopo.

La parte che rimane del palazzo ospita il Museo di Studi Regionali di Kokand, mentre nella camera da letto del khan è allestito un museo d’arte.

La Medressa di Harbutabey, fondata nel 1799, fu chiusa dai bolscevichi ma oggi è di nuovo operante. Nell’adiacente cimitero si trovano importanti mausolei collegati a un altro khan, Umar.

All’interno spicca l’azzurra cupola del Mausoleo di Modari Khan, costruito nel 1825 A sinistra, si trova la Dekhma-i-Shokhon, cioè Tomba del Re, che comprende le tombe di Umar e della sua famiglia.

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