UZBEKISTAN: la lavorazione della seta

Regia: Gigi Oliviero – Stefano Carbone


          


Un altro piccolo centro della Valle, Margilon, è diventato molto famoso per la lavorazione della seta, un’attività che sembra risalire addirittura al I secolo. Nessuno sa quando questo tessuto così magicamente sottile, resistente e sensuale, ottenuto dal bozzolo del bruco Bambyx, raggiunse per la prima volta l’Occidente. Sappiamo però che fili di seta cinese sono stati ritrovati tra i capelli di una mummia egiziana del 3000 a.C. Ne parlò già Aristotele nel IV sec. a.C. e i Romani la scoprirono nelle bandiere dei Parti. Fresca d’estete, calda d’inverno e resistente come non mai al deterioramento, il leggendario tessuto conquistò molto rapidamente il mondo. Non sarà strano, quindi, che si parli ancor oggi di una “Via della Seta” (indicante appunto gli itinerari percorsi dai mercanti di un tempo) che proprio in Uzbekistan ebbe uno dei suoi più importanti capolinea. Si trattava, in effetti, di una complessa rete di percorsi diversi, che partivano a est dalla capitale cinese Ch’ang-an (l’odierna Xi’an), passava per la valle di Fergana e scendeva verso l’Iran e Costantinopoli. Fu quella la via che percorse il mitico Marco Polo, nella seconda metà del 1200, riportandoci le sue straordinarie descrizioni dei territori e degli usi di popoli antichissimi.

Qui si potrà visitare la Yodgorlik Silk Factory, una grande filanda, dove si potrà assistere a tutte le lavorazioni riguardanti appunto la seta: dalla bollitura dei bozzoli all’estrazione dei fili, alla coloritura, alla tessitura (sempre effettuata a mano) delle lucenti stoffe chiamate khanatlas, caratterizzate da un disegno su un lato. Quando vi siamo arrivati, il proprietario, che, gentilissimo ci è venuto ad accogliere, alla vista della telecamera è sprofondato in scuse per il fatto che quel giorno (cosa che dev’essere abbastanza frequente) era andata via la corrente. Lì per lì mi sono preoccupato un po’, ma ben presto io e Stefano siamo stati costretti a farci una risata (molto controllata…) dal momento che tutte le lavorazioni vengono effettuate a mano, come mille anni fa, senza quindi mai utilizzare l’elettricità…


  

Ecco allora donne col volto scavato dal tempo che, accovacciate davanti a un grande calderone, sfilano con le dita centinaia di fili sottilissimi che avvolgono i bachi immersi nell’acqua bollente. Naturalmente senza farne aggrovigliare neanche uno. Sembra davvero un miracolo! 

 

  

Poi c’è l’avvolgitura dei fili, il passaggio in uno stanzone dove le matasse vengono preparate per la coloritura (coprendo le zone che si vogliono lasciare pulite. Quindi l’immersione dei grappoli di fili in vasche primitive ricolme di coloranti, che li fanno uscire splendenti di mille colori.


   

E infine l’immensa sala dei telai, dove decine di ragazze giovanissime tessono le meravigliose tele finali.


 

Non manca, naturalmente, la zona tappeti, dove un gruppo di sceltissime ricamatrici, tesse, sempre a mano, meravigliosi e preziosissimi tappeti, tutti in seta. Naturalmente è possibile acquistare la seta a metratura e addirittura farsi confezionare abiti e tappeti.


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