UZBEKISTAN: Samarcanda (Moschea Bibi Khanym)

Regia: Gigi Oliviero – Stefano Carbone


  

La moschea di Bibi Khanym fu ultimata poco prima della morte di Tamerlano (1405) e, nelle intenzioni dei costruttori doveva risultare la moschea più gigantesca di tutto il mondo antico. Ad essa è legata una celebre leggenda, che racconta che fu proprio Bibi Khanym, la moglie cinese di Tamerlano, a volerne la costruzione, per fare una grandiosa sorpresa al marito lontano. Il caso volle però che l’architetto designato si innamorasse pazzamente della donna, e, sfidando la sorte, riuscì a strapparle un bacio, con la minaccia di non completare il lavoro. Il bacio, però, fu così appassionato da lasciare un segno, che rivelò al marito il fatto. La scoperta del “tradimento” portò, naturalmente, all’immediata uccisione dell’architetto e, si dice, all’ordine imposto da allora per tutte le donne, di indossare un velo per non istigare in tentazioni gli uomini.


  

L’aspetto attuale del monumento è purtroppo molto deludente, in quanto i terremoti e l’evidente ambizione architettonica non le hanno permesso di sfidare i secoli come tanti altri monumenti della città.


Con un po’ di fantasia, comunque, non si può non apprezzare la gigantesca idea che era alla base del progetto. Finanche l’enorme leggio di marmo per il  corano, che campeggia al centro del cortile, dà un’idea delle dimensioni del progetto.


Accanto alla moschea di Bibi Khanim si può entrare nel più grande e animato mercato della città, la cui visita ci darà una bella idea delle tradizioni e degli usi locali.


 

 

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