UZBEKISTAN: Shakhrisabz

Regia: Gigi Oliviero – Stefano Carbone


  

 Shakhrisabz, una piccola e tranquilla città a 80 Km a sud di Samarcanda, in Uzbekistan divenuta famosa per essere la città natale di Tamerlano. Il grande condottiero vi nacque il 9 aprile 1336, in una nobile famiglia locale. Quando salì al potere, il monarca le dette il nome attuale, che significa “Città verde” e la trasformò in un grande monumento di famiglia. Simbolo della città sono i resti del faraonico Palazzo Ak-Saray (Palazzo Bianco), l’immensa residenza del sovrano. Oggi ne rimane ben poca cosa, ma solo i laterali del portale d’ingresso (che doveva essere alto quasi 50 metri, come il Colosseo di Roma!), splendidamente decorati in piastrellato azzurro, danno l’idea dell’immensità del complesso. Il sovrano vi lavorò per 24 anni, destinandovi i più importanti artigiani dell’impero. Volendo si può salire (anche se sono 116 gradini!) fin sulla sommità, per avere una bella panoramica della città. 


        

Il centro dell’immensa piazza (che un tempo, ripetiamo, era occupata dall’intero palazzo) sorge una statua del sovrano.



    

Ci spostiamo poi verso la grande Moschea del Venerdì, ultimata da Ulughbek, il nipote prediletto di Tamerlano, nel 1437, in onore di suo padre Shah Rukh. Fu un uomo di grandissima cultura, un vero mecenate del tempo, che agevolò le tante madrase del tempo, cioè le antiche scuole coraniche dove, oltre le materie religiose, si cominciò a studiare anche materie scientifiche, come la matematica e l’astronomia, di cui Ulughbek fu un grande seguace ed esperto, tanto da aver fondato addirittura un osservatorio i cui resti sono conservati ancor oggi a Samarcanda. Il nome della moschea, sicuramente appropriato, significa “Cupola azzurra”, mentre le palme dipinte sulle pareti interne ricordano i progettisti indiani e iraniani dell’edificio originale.


      

Dietro la moschea sorge il complesso funerario degli antenati di Tamerlano. Entrando nel complesso, sulla sinistra, scopriamo il Mausoleo dello sceicco Shamseddin Kulyal, precettore spirituale di Tamerlano, e di suo padre Amir Taragay, completato nel 1374. Sulla destra c’è la Gumbazi Seydan (Cupola dei seyydi), che Ulughbek fece ultimare nel 1438 come mausoleo per i suoi discendenti.


Dalla Kok-Gumbaz, un passaggio pedonale ci conduce ai resti di un altro mausoleo, chiamato Dorussiadat (cioè Seggio del Potere e della Forza), che Tamerlano terminò nel 1392 e che rivaleggiava in dimensioni con lo stesso Palazzo Ak-Saray. Il principale edificio rimasto è l’alta tomba di Jehangir, il prediletto figlio maggiore di Tamerlano, morto a 22 anni. In un vicolo dietro al mausoleo si può scendere in una piccola cripta, occupata da un unico sarcofago, con iscrizioni riguardanti il sovrano che fece pensare che questa fosse la sua reale tomba.


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