VENETO

La nostra passeggiata in alcune delle più suggestive località del Veneto inizia proprio da Venezia, la sua città simbolo. Amata e odiata in eguale misura, la città sembra sempre più stritolata dalla sua immensa fama. La sua struttura architettonica, nata dal primo istinto dell’uomo primitivo di isolarsi, sull’acqua, dai pericoli della terra, si è trasformata nei secoli in una struttura urbanistica assolutamente unica in quanto a bellezza, forma, fascino. La città possiede immensi capolavori artistici, è permeata di una nobiltà superba, e continua sprezzante a sfidare il tempo che ancora non è riuscita ad inghiottirla.

Il fascino che esercitano le sue calli, i suoi rii, le improvvise e abbaglianti aperture visive su piazze e campielli, basiliche e palazzi nobilissimi, accostati ad angoli isolati e magici, provoca sempre un che di stordimento nel visitatore nuovo, ma anche in quello che ben la conosce. La stessa aria di nostalgia che la pervade, e che volge spesso in tristezza e malinconia nelle grigie giornate invernali, quando l’odore del mare diventa acre e umido e la città si decolora in una patina indistinta e sfocata, non si trasforma mai in rigetto o voglia di fuggire. Come se un misterioso legame attragga e avvinghi senza scampo il visitatore.

La storia ci racconta che il primo nucleo della città nacque intorno al VI secolo, quando, in seguito all’invasione longobarda, alcune popolazioni della terraferma cercarono scampo sulle decine di isolette che emergevano dalla vasta laguna. Ogni isoletta costituì un suo nucleo autonomo, con la sua chiesa e la sua piazza, e la città crebbe in maniera del tutto particolare, apparentemente senza logica o programma urbanistico, ma in realtà con una connotazione che ne fece un nucleo unico omogeneo e affascinante. Venezia è forse l’unica città del mondo medievale che non abbia voluto (o forse dovuto) cingersi di mura per difendersi dai predatori. Eppure la sua apparente vulnerabilità l’ha preservata come non mai dalle devastazioni della storia.

Il resto è noto. Già all’inizio del 1200 la città aveva pressappoco l’aspetto attuale e la sua potenza, resa tale dalle grandi capacità commerciali dei suoi abitanti, l’aveva portata a conquistare Costantinopoli, impossessandosi di fatto di un’immensa parte del Mediterraneo.

I guadagni arrivati dai commerci con l’oriente le permisero di edificare una straordinaria città di marmo, di una bellezza così abbagliante da lasciare stupefatti anche visitatori e regnanti abituati a sfarzi sfolgoranti. Nel ‘300 contava già 130.000 abitanti e una potenza militare che le consentiva di sbaragliare ogni nemico, compresi gli eterni rivali genovesi. E finalmente, alla fine del ‘300, l’inizio del secolo d’oro, che vide la città primeggiare, oltre che in campo economico, in tutti i settori della cultura.

Uno splendore inimmaginabile, manifestato con la costruzione di palazzi e chiese di ricchezza e sfarzo infiniti, arricchiti di straordinarie opere d’arte e frequentati dai più grandi nomi della cultura e dell’arte del tempo.

Oggi quel mondo mitico è solo un ricordo. L’amore che il mondo ha sempre manifestato per questa città si è trasformato in un assalto opprimente e devastante da parte di visitatori sempre più numerosi, e oggi il luogo appare affannato e agonizzante, nella consapevolezza di non saper far fronte ai suoi nemici attuali, certo più infidi e potenti di quelli di un tempo: l’inquinamento, il degrado ambientale, la devastante invasione turistica. Ma soprattutto il mare. Quel mare senza il quale la città non sarebbe mai nata e che oggi sembra non proteggerla più come un tempo.

MURANO. Fu nel 1291 che la Serenissima (per l’ovvia paura di incendi) trasferì le innumerevoli vetrerie esistenti in città su cinque isolette poco lontane. Iniziò così la leggenda di Murano. Una Venezia in miniatura, con un piccolo Canal Grande, rii e calli deliziose, dove sopravvive, immutata nei secoli, un’arte antica e affascinante, capace di trarre da elementi semplici e primitivi, oggetti di bellezza e arte sublime.

Ancor oggi le celebri fabbriche del vetro di Murano rappresentano quanto di più alto esista nell’arte raffinata e misteriosa di soffiare il vetro, trasformandolo in oggetti splendenti e unici.

VERONA: Ma non è solo Venezia a fare del Veneto una regione di grande storia e inimitabile arte. Una sontuosa rappresentazione dell’Aida nella grande arena romana (terza per dimensioni dopo il Colosseo e l’anfiteatro di Capua) ci introduce a Verona, una delle più splendide e suggestive città italiane.

“Non c’è mondo fuori delle mura di Verona”, urla disperato alla sua Giulietta Romeo esiliato, e la frase compendia benissimo quello che la città rappresenta. Grande centro agricolo e commerciale, ma anche splendida città medievale e rinascimentale, adorna di chiese, palazzi e monumenti che hanno fatto buona parte della storia italiana: E su tutto la magica atmosfera dell’”Adige che va…” e l’ineliminabile presenza dei mitici amanti shakespeariani, il cui meraviglioso ricordo, continua a commuovere gli incantati visitatori.

PADOVA: Una delle più grandi e raffinate piazze europee, il Prato della Valle ci accoglie a Padova. Secondo la leggenda, la città fu fondata dall’eroe troiano Antenore, nel lontanissimo 1184 a.C.. Più realisticamente la sua vera nascita risale a tempi successivi, anche se sempre lontanissimi, forse l’VIII-VII secolo, sempre prima di Cristo. E oggi la città possiede una straordinaria importanza artistica, culturale e religiosa.

La presenza della celebre Basilica di S. Antonio non può far dimenticare altri importanti luoghi religiosi, come la basilica di S. Giustina, una grandiosa costruzione in laterizi del XVI secolo, sormontata da otto grandi cupole.

Cuore della città è Piazza dei Signori, circondata da splendidi edifici, fra cui la Loggia del Consiglio e l’arco trionfale, edificato nel 1532 dal Falconetto, su cui spicca un bellissimo orologio, il primo costruito in Italia nel 1344, anche se quello che vediamo fu rifatto circa un secolo dopo.

Ma il palazzo più imponente della piazza è quello della Ragione, un solenne edificio a pianta quadrilatera, eretto intorno al 1218 come sede del tribunale. Suggestiva la visita all’interno, occupato da un unico immenso salone, affrescato con soggetti religiosi e in cui si può ammirare una copia in legno del celebre cavallo del Gattamelata.

Mitica è poi l’Università, una delle più antiche d’Europa (risale infatti al 1222), che fu frequentata dai più grandi luminari del passato, da Morgagni a Galileo.

Padova è ancor oggi considerata la culla della medicina moderna e la sua Aula Magna, e soprattutto il celebre Teatro anatomico (risalente al 1594), sono visitati come sale di museo.

Nel centro della città, visita obbligata sarà quella al Caffè Pedrocchi, un edificio neoclassico del 1831, famoso negli annali della vita goliardica e nelle vicende del periodo risorgimentale e ritrovo classico della Padova bene.

Il Duomo fu fondato in età altomedievale e ricostruito intorno al IX secolo, anche se il suo aspetto attuale si deve alla ricostruzione iniziata nel 1551 su disegno di Michelangelo.

Altra importante chiesa cittadina è quella degli Eremitani, costruita in forme romanico-gotiche tra il 1276 e il 1306 e attualmente ricostruita identica all’originale dopo un devastante bombardamento nel 1944.

Testimonianza dell’importanza artistica della città è la Cappella degli Scrovegni, una piccola chiesetta fatta erigere da Enrico Scrovegni e consacrata nel 1305. Il suo interno contiene un celeberrimo ciclo di affreschi di Giotto, eseguiti agli inizi del ‘300 dal maestro umbro e dai suoi allievi e considerati uno dei massimi monumenti della pittura italiana e mondiale. Gli affreschi rappresentano scene sacre: il Giudizio Universale, la figurazione delle Virtù e dei Vizi Capitali, le storie di Maria e di Cristo, e riflettono tutte le caratteristiche della straordinaria rivoluzione artistica apportata da Giotto: una perfetta e monumentale composizione dei quadri, il plasticismo delle figure, immerse in un paesaggio tridimensionale e straordinariamente reale, la commossa drammaticità dei visi e delle figure, la meravigliosa tavolozza di colori che, nell’insieme, rappresenta un quadro visivo abbagliante e commovente.

Ma è la celebre Basilica di S. Antonio che ha reso famosa Padova nel mondo. Fu costruita fra il 1232 e la metà del ‘300 per custodire le spoglie del Santo, nato a Lisbona nel 1195 e morto proprio a Padova nel 1231. La costruzione, imponente e inconsueta, è sormontata da otto cupole e mostra un’inedita mescolanza di elementi bizantini, veneziani e romanici, mentre le torricelle e i due campanili ottagonali, simili a minareti, gli danno un aspetto orientaleggiante.

Sulla piazza campeggia la celebre statua equestre del Gattamelata, cioè Eresmo da Narni, celebre condottiero della Repubblica di Venezia, considerata uno dei capolavori di Donatello, che lo costruì nel 1453.

BASSANO. Ci spostiamo in un luogo meno mitico, ma ugualmente suggestivo, Bassano del Grappa. La città è indissolubilmente legata al ricordo della Prima Guerra Mondiale, e si presenta oggi come una cittadina salubre e ordinata, ricca di bei monumenti che ricordano un’antica storia. Fu infatti di Venezia, dal 1402, ma il suo tessuto urbano, oltre che ovvi influssi veneti, conserva importanti tracce medievali e del terdo ‘500. Ma il suo vero simbolo rimane sempre il celebre ponte sul brenta, creato dal celebre Palladio nel 1569 e, benchè distrutto ben otto volte nella sua storia, è sempre stato ricostruito identico all’originale.

BELLUNO: Un’altra bella città veneta ricorda ancora  gli eroismi di un tempo, Belluno. Arroccata su un alto sperone di roccia e circondata da una splendida valle, la città si presenta oggi luminosa e elegante nella sua struttura urbana, resa raffinata dalla lunga influenza di Venezia e, pur non possedendo i decantati splendori di altre consorelle venete, mostra una sua perfetta unitarietà e personalità.

Ha vie e piazze pittoresche e fatte a misura d’uomo, angoli intimi che si aprono su ampi scorci del Piave e sul bellissimo panorama delle Prealpi.

E’ una città da vivere a piedi, senza fretta, percorrendo i suoi portici, scoprendo case gotiche, fontane antiche e palazzetti rinascimentali di ispirazione veneziana. L’antichissima storia di Belluno, infatti, fu completamente sovvertita dalla dominazione della Serenissima, iniziata nel 1404, che rinnovò profondamente il vecchio impianto medievale. E oggi la città si presenta con la classica architettura chiaroscurale della metropoli lagunare, anche se l’assenza di calli e di rii, unita alla tipica aria di montagna che la pervade, le hanno fatto acquisire un inconsueto e personalissimo stile.

Centro della vita della città è Piazza dei Martiri, abbellita da palazzi e giardini. E’ il salotto dei bellunesi, cuore commerciale nei momenti di lavoro e vetrina suggestiva di una popolazione semplice ed elegante nei momenti di riposo. Ma il cuore storico di Belluno è piazza del Duomo, una splendida scena urbana dominata dall’edificio più celebre, il Palazzo dei Rettori. Costruito sul finire del ‘400 il palazzo mostra in forma quanto mai eleganti il perfetto stile del rinascimento veneziano: un sontuoso portico, logge intarsiate e finestre binate, in un’immagine complessiva di rara bellezza.

L’angolo più antico della città è infine Piazza del Mercato (chiamata comunemente Piazza delle Erbe), vera anima della Belluno medievale, arredata dalla fontana più antica della città (risalente agli inizi del 1400) e da una serie di splendidi palazzetti, che sembrano voler raccontare visivamente la sua storia. Una storia nobile e antica, come quella di tutta la regione che stiamo visitando.

CHIOGGIA: Vogliamo concludere la nostra passeggiata in Veneto in un luogo incantevole e suggestivo, che riassume tutte le affascinanti caratteristiche di questa terra, Chioggia. Immersa nel suo mare, che permea tutta la sua lunghissima storia, la città ha origini romane e fu la seconda città della Repubblica Serenissima. Presenta una struttura originalissima, con lunghi canali che, simili ad arterie, la sezionano per tutta la lunghezza, raccordati da piccoli ed eleganti ponti, che la tengono comunque unita. La città è attraversata da un unico, grande corso, che la taglia esattamente in due, ed è chiamato affettuosamente dai chioggiotti “la piazza”. Ma è sui canali che si svolge la vera vita commerciale, condizionata da una struttura urbana suggestiva ed inconsueta, che, rallentando ogni azione, permette di soffermarsi su piccoli e grandi elementi architettonici, che ci ricordano una grande storia. Una storia fatta di mare e di avventure, e ancor oggi conservata nella grande tradizione peschereccia della città che, pur appartenendo alla terraferma, ha saputo conservare quell’aspetto di straordinaria città d’acqua che ha reso mitica la sua consorella maggiore, Venezia.

You might be interested in