VEROLI (Lazio)


Situata in piena Ciociaria, Veroli è un paese piccolo e suggestivo, una passeggiata meno conosciuta di tante altre del Lazio, ma proprio per questo, ricca di fascino e di sorprese.

Il luogo, d’antichissima origine, fu patria di Aonio Paleario, cioè Antonio della Paglia, uno dei primi “riformati” d’Italia, impiccato e arso sul rogo dall’Inquisizione nel 1570. Altro figlio illustre della cittadina è stato Amedeo Maiuri, il grande archeologo scopritore di Pompei.

La struttura della cittadina è bellissima e ricca di testimonianze architettoniche e artistiche medievali e rinascimentali. Già passeggiando, rigorosamente a piedi, per il piccolo, suggestivo centro storico, si potranno ammirare palazzi e chiese di grande valore artistico.

La Cattedrale, di fondazione romanica, ma rifatta nel ‘700, conserva il rosone originario e resti di una torre romana alla base del campanile. Interessante l’interno, che conserva un ricco tesoro, con oggetti d’arte sacra bizantina, arabo-sicula e abruzzese, dei sec. IX-XV.

Nei pressi del Duomo sorge Casa Reali, la più celebre delle antiche case del centro storico.  Di età medievale, possiede un cortile con loggiato a bifore, in cui sono murati i “Fasti Verulani”, un raro esempio di calendario dell’età augustea, scolpito nel marmo e ricomposto ai primi del ‘900.

Imboccando poi via Garibaldi raggiungiamo S. Erasmo, rimaneggiata all’inizio del ‘700, che conserva, del primitivo impianto romanico, i portico a tre arcate, il campanile e la parte absidale.

Proseguendo per la stradina, si raggiunge poi il Castello di San Leucio, accanto al quale spiccano ancora tratti delle possenti mura poligonali dell’acropoli dell’antica città ernica.

La nostra visita si conclude alle spalle del Duomo, in una piccola, suggestiva piazza, affacciata su uno splendido panorama della campagna laziale, e arricchita da numerosi reperti romani. Sulla piazzetta si affaccia S. Maria in Sàlome, chiesa dalle origini duecentesche con rifacimenti settecenteschi. Nell’interno spiccano numerose opere d’arte. Interessante è un grande “Albero della vita”, che incastona, fra le mille fronde, i simboli dell’uomo e della vita. Molto belli gli affreschi accanto all’abside, raffigurante santi e beati. Ma l’angolo forse più importante della chiesa e una cappella sul lato destro, preceduta da una scala ritenuta una delle tre scale sante esistenti al mondo, insieme a quelle di Roma e Gerusalemme.

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