VITTORIO VENETO (Veneto)


Siamo in Veneto, ai piedi della Prealpi Bellunesi, per visitare una città la cui storia recente si ricollega all’esistenza stessa dell’Italia moderna, Vittorio Veneto. Ha una storia lunga e particolare questa città, fatta di arte antica, di grande bellezza ambientale, ma anche di lotte, guerra, sangue. Il suo nome è infatti indissolubilmente legato alla mitica battaglia del novembre 1918 cui dette nome, e che concluse vittoriosamente per l’Italia la Prima Guerra Mondiale.

Battaglia che permea ancora l’anima della città, che la ricorda con stilizzate, ma strazianti sculture moderne e un bellissimo museo situato sulla piazza del Duomo di Cèneda. La città attuale nacque nel 1866 (subito dopo l’unione del Veneto al Regno d’Italia), dalla fusione di due antichi borghi, Cèneda, l’antichissimo Castrum Cenetense romano (divenuto poi ducato longobardo), e Serravalle, un munitissimo borgo allo sbocco del fiume Meschio. Il suo nuovo nome fu quindi un omaggio al re Vittorio Emanuele II e alla regione che la ospita.

La fusione dei due primitivi borghi ha avuto indubbiamente successo, tanto che la città attuale è oggi ampia e solare.

Eppure, malgrado l’aspetto generale sia oggi moderno, i due antichi, originari borghi, sono ancora ben distinguibili, e conservano i loro antichi tratti caratteristici.

Serravalle si presenta ancora con il suo antico aspetto medievale. Soprattutto nella scenografica piazza Marc’Antonio Flaminio, su cui si affacciano bellissimi palazzetti in puro stile veneto, come la Loggia Serravallese, del 1462, sede di un bellissimo Museo Archeologico. Una serie di importanti chiese arricchiscono il borgo: innanzitutto il Duomo settecentesco, situato sulla sponda del torrente Meschio, dalla semplice e austera facciata e l’interno ampio e luminoso, sul cui altare maggiore spicca una delle opere più importanti della città: una superba pala di Tiziano rappresentante una Madonna con Santi.

Nei pressi del Duomo visitiamo poi S. Andrea, chiamata anche la Pieve di Bigonzo. La chiesa, risalente al XIV secolo, è il luogo più antico del borgo, e fu a capo di un’antichissima pieve, la cui origine risale addirittura al IV secolo. L’interno è un prezioso scrigno di arte e storia. Contiene affreschi e tele dei secoli XV e XVI, realizzate da grandi artisti, come Francesco da Milano e Palma il Giovane. Tra le opere scultoree, particolarmente rilevanti sono due magnifici crocefissi lignei del ‘300 e del ‘400.

Altra bella visita è poi alla chiesa di S. Giovanni Battista, che mostra, all’esterno un bel portale rinascimentale. Eretto nel 1367, l’edificio, in stile romanico-gotico, subì importanti modifiche nella seconda metà del 1400. Nell’interno, anch’esso gotico, si possono ammirare dipinti di Jacopo da Valenza e Francesco da Milano, oltre ad affreschi del ‘400 e ‘500.


 


CENEDA

Spostiamoci ora sull’altro lato della città, l’antico borgo di Cèneda. Prima visita importante sarà alla chiesa di S. Maria del Meschio, fatta costruire dalla Confraternita dei Battuti di Cèneda nella prima metà del 1300. La chiesa conserva una delle più importanti e splendide opere della città, l’Annunciazione, una stupenda pala che rappresenta il capolavoro di un grandissimo pittore, Andrea Previtali.

La nostra visita a Cèneda si conclude con la possente Cattedrale, voluta dai duchi longobardi che già, nel VII secolo, avevano fondata la diocesi. Il grande campanile risale al XIII secolo, mentre l’attuale struttura della chiesa si deve al vescovo Lorenzo da Ponte, che la iniziò intorno al 1740. L’interno, a tre navate, è ampio e luminoso ed è arricchito da pregevoli opere d’arte di artisti come Palma il Giovane e Leandro Da Ponte.

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