VOLTERRA (Toscana)


Si racconta che già gli Etruschi, fra i primi dominatori di questa meravigliosa terra di Toscana, usassero l’alabastro per la costruzione delle loro urne cinerarie. E, dalla fine degli anni ’70, quando Marcello Inghirami riesumò l’antica arte, facendone un artigianato di prestigio della zona, Volterra è tornata ad essere una delle capitali per la lavorazione del prezioso minerale.

La città emerge su un colle della dolcissima campagna toscana, dominata dalla possente mole della Rocca Nuova, eretta nel 1472 e ancor oggi utilizzata come penitenziario.

La storia della città è antichissima e complessa. A “Velathri”, una delle dodici lucumònie della regione, gli etruschi giunsero relativamente tardi, intorno al VII sec. a.C., provenendo, probabilmente, da Populonia, ma vi conobbero subito grande floridezza nel commercio di metalli, legname e, appunto, alabastro. Lo conferma anche il perimetro delle ciclopiche mura etrusche, di cui rimangono notevoli resti.

La successiva “Volaterrae” romana ebbe breve vita e così la città dovette aspettare il Medioevo e il Rinascimento per risorgere a nuova vita e assumere, man mano, lo splendido aspetto attuale.

Centro principale di Volterra è Piazza dei Priori, una delle più interessanti piazze medievali italiane, chiusa da severi ed eleganti palazzi: quello dei Priori, quello vescovile, quello pretorio, che incorpora la slanciata torre del Podestà, detta anche del Porcellino.

Il Duomo è una costruzione romanica dei sec. XII-XIII, con una semplice facciata. L’interno è a tre navate, su massicce colonne marmoree, con un ricco soffitto ligneo a cassettoni cinquecenteschi. Di fronte al Duomo sorge il Battistero, bell’edificio ottagonale del sec. XIII.

Imponente ricordo del breve dominio romano è il teatro, del periodo augusteo, di cui rimangono la cavea, con le scalinate originali, la scena e un settore del portico, nella cui area, tre secoli dopo, fu inserito un edificio termale.

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