ZANZIBAR: il mercato

Regia: Gigi Oliviero – Stefano Carbone


  

Un popolo curioso e rumoroso accoglie il visitatore che visiti la capitale di Zanzibar: il grande mercato. Un labirinto di stradine tappezzate di negozi e bancarelle, dove il solo girovagare equivale ad un’immensa lezione di storia. Quello che colpisce è la quasi totale assenza di turisti, intesi come immagine inquinante di luoghi particolarmente suggestivi. Esiste naturalmente un turismo di buon livello sull’isola, ma è quasi tutto rivolto alla costa est, ricca di alberghi e splendidi villaggi turistici, molti dei quali italiani.


La capitale, viceversa è ancora abitata da contadini, pescatori, commercianti, e la pressoché mancanza di qualsiasi delinquenza favorisce una convivenza tranquilla e sostanzialmente serena. Le antiche canne da zucchero, altra ricchezza del paese, vengono ancora pulite e spremute a mano, come un tempo, in azioni che al turista appaiono spesso come rappresentazioni ricostruite di vita antica.


    

Le spezie sono naturalmente una delle merci più comuni. Fu il sultano Sayid Said (spezzando il monopolio che allora era in mano agli olandesi) ad introdurre nell’isola la coltivazione dei chiodi di garofano, e in breve Zanzibar fu in grado di produrne addirittura i tre quarti di quelli prodotti al mondo. Ancor oggi l’isola ne produce annualmente 40.000 tonnellate, e di una qualità assolutamente unica.


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